mercoledì 29 gennaio 2014

no words


A first evaluation


Un primo veloce bilancio dei buoni propositi, dal momento che è passato il primo mese... 
Vediamo com'è andata:
01) Essere più positiva, sorridere di più, prendere meno seriamente le cose che tendo a drammatizzare sempre (sopratutto con la mia dolce metà); mi pare che stia andando abbastanza bene da questo punto di vista, anche se vorrei una conferma (o una disconferma) della dolce metà in questione;
02) Se ho bisogno di una cosa, la chiedo e la dico (sopratutto con la mia dolce metà); vedi punto precedente; 
03) Fare movimento, possibilmente almeno 5 giorni su 7; so and so. Ho ripreso ad andare a correre ma fino ad ora sono riuscita ad andarci due sole volte, in parte perchè fa davvero un freddo polare (anche se potrei comunque andare in piscina, per esempio), in parte perchè (come oggi) se non dormo per "colpa" del mio angioletto sono d-i-s-t-r-u-t-t-a.
04) Mangiare sano, fare attenzione a qualità e quantità di cibi, diventare meno schiava della bilancia e più dipendente da scelte di salute; anche qui mi sembra vada abbastanza bene, non sto dimagrendo chissà che (ops non devo essere schiava della bilancia!) ma sto mangiando bene;
05) Fare almeno una settimana enigmistica al mese; qui ci siamo di brutto!!
06) Andare ad un concerto di Bruce Springsteen; per questo devo aspettare la fine dell'anno per fare una valutazione... 
07) Muoversi, vedere posti nuovi, fare camminate in montagna (questa è sopratutto per la mia dolce metà); vedi punto sopra. 
08) Fare meditazione almeno una volta a settimana per almeno 10 minuti! Andiamo malissimo su questo punto, non ho meditato nemmeno una sola volta. Su questa cosa devo fare una bella riflessione. Perchè ho scelto questo buon proposito se poi non l'ho fatto nemmeno una volta? Perchè lo ritengo importante e poi non lo faccio? Cosa mi impedisce di farlo? La stanchezza? Il tempo? La voglia? 
09) Essere grata per almeno UNA cosa ogni giorno, quando vado a dormire; Sono grata di tante di quelle cose che bastano per i prossimi dieci anni. Ieri sera, ad esempio, ero grata del fatto che dopo ore di tentativi, il mio pupo si è addormentato (per almeno 45 minuti);
10) Ricordarmi sempre di dire alle persone a cui tengo che voglio loro bene. L'ho fatto proprio due ore fa con mio fratello... 
Ora attendo quelle di... mio marito? :-) Sto ancora attendendo... :-)

mercoledì 22 gennaio 2014

Dear son ("my cute little one")

Caro figlio, 
voglio dirti quanto sono orgogliosa di te, so quanta fatica stai facendo in questo periodo, lo vediamo bene io e il tuo papà. E' faticoso andare al nido e separarti dai tuoi spazi, da noi, faticoso superare piccole paure, che pure prima non avevi o di cui non eri consapevole, avere la nostra attenzione quando magari siamo stanchi, impegnati o semplicemente disattenti, mangiare cose che ti sembrava ti piacessero ma a volte non ti piacciono e sembra che ci fai un dispetto a non volerle. E' difficile ogni piccola conquista, bimbo mio, lo sappiamo, sappiamo com'è naturale "tornare indietro" sui propri passi quando qualcosa spaventa o da fastidio o fa arrabbiare. Vediamo come cerchi di comunicare con noi, di fare le cose che noi facciamo (cucinare, pulire, mettere in ordine), quanto ti sforzi per comportanti in modo coraggioso ma a volte vai in tilt e sembra che fai il contrario di quello che ti servirebbe (ti agiti se hai sonno, rifiuti il cibo quando hai fame).
Voglio dirti però che ci sforziamo di capirti sempre di più e meglio e apprezziamo la pazienza che hai con noi. 
Voglio anche dirti che mi piace vedere le cose nuove che fai, le parole nuove che dici, i collegamenti che è evidente che d'improvviso hai intuito, come "parli" al telefono, come giri il sugo nella pentola, il fatto che ti piace correre e giocare con noi come se fossimo "calalli" e poi le costruzioni, il fatto che ti sei innamorato del carone animato "cars" e vuoi vederlo tre volte al giorno (tutto). Mi piace come ridi quando ti facciamo il solletico e come dici "ancoa" quando facciamo qualcosa che ti piace, come fai capire quando una cosa che mangi ti piace (ti sei scassato un melograno intero!), come ti arrabbi quando il papà abbassa le luci in soggiorno e tu le riaccendi "no papà no, luci!!". Mi piace quando mi vedi leggere e allora anche tu prendi un libro, mi fai tenerezza quando vieni a letto con tante cose tra le braccia (teddy, macchinine, aerei e il campanello, altre cose varie ed eventuali),come sei scontento quando devi andare al nido e sbatti i piedi e piangi ma poi quando ti veniamo a prendere a momenti non ti accorgi di noi. Ti amiamo tantissimo, trappolino, e siamo tanto felici che fai parte della nostra vita. Ti vorrei fare già qualche piccola raccomandazione però, visto che sei figlio degli anni "2000" (noi che pensavamo che succedesse chissà cosa quando ci saremmo arrivati) e invece noi, i tuoi genitori, siamo figli degli anni '70. "Ai nostri tempi" non c'erano i telefonini e la televisione con il telecomando, lasciamo stare l'hard disk esterno, il computer e l'iphone, l'ipad e tutti gli "i". "Ai nostri tempi" si telefonava dalla cabina col gettone e si andava sui pattini a rotelle (quelli con le due ruote per parte non i roller), ci si alzava per cambiare il canale e avevamo sempre una bic da qualche parte, per scrivere e mangiare il teppo, per usarla come cerbottana e per riavvolgere il nastro della musicassetta. 
Vorrei dirti, figlio mio, che mi piacerebbe se tu un giorno non fossi proprio  completamente "contaminato" da troppa tecnologia, perchè vedere le donne (o uomini, a seconda dei tui gusti che ancora non hai espresso) sul pc e fare sesso virtuale (se ne parla sempre più) può essere divertente ma se noi avessimo fatto questo e basta oggi tu non esisteresti. La vita è bella perchè è "VERA", nel bene e nel male. E' bello viverla con tutti i sensi compreso il cervello e il cuore che sono sensi a parte, secondo me e vanno dosati senza che uno prevarichi l'altro. Vorrei che allenassi la memoria, perchè puoi scriverti le cose sul pc o sul calendario nel cellulare ma non è la stessa cosa, vorrei che camminassi, qualche volta, per andare da qualche parte perchè la velocità non è sempre la cosa migliore, vorrei che amassi, almeno un po', i libri perchè a volte (spesso) sono meglio di un film, vorrei che ascoltassi la musica, tutta la musica, non solo quella che si "ascolta" in discoteca.
Più di tutto, vorrei che tu scegliessi, sempre, liberamente, con intelligenza, intuito, curiosità e secondo i TUOI valori quello che a TE piace, non quello che piace a tutti i tuoi coetanei nè quello che pensi che noi riteniamo ti dovrebbe piacere. PIuttosto, "scontentaci" ma sii sempre convinto di quello che fai. Esattamente come ora. 
Se sarai capace di essere libero, sarai un uomo felice. Conoscerai la gioia ed anche il dolore, ma non darti mai per scontato, non toglierti mai valore, non giudicare mai gli altri (nessuno), sii sempre di mente aperte e curiosa con tutto e tutti. Ma non buttarti via. 
Non ti ringrazierò mai abbastanza per tutto il giramento di scatole che ci stai dando oggi. Perchè anche grazie a te, ci sentiamo vivi. 
Con amore, 
tua mamma.

Things changes

Ci ho messo un po' di tempo (diciamo almeno un paio d'anni) ma alcune cosette le ho capite:
1) Ogni bambino è uguale e diverso. Cioè, ogni bambino ha il "suo" momento in cui inizia a parlare, camminare, disegnare, fare le costruzioni che non coincide necessariamente con quello dei suoi coetanei, può anticiparli o seguirlo o andare al passo con loro. Allo stesso tempo, "tendenzialmente", i cambiamenti "importanti" dell'età sono comuni a tutti i bambini: il momento in cui diventano più paurosi o quello in cui diventano più autonomi o imparano a fare i capricci. Perciò, serve a poco leggere manuali e "istruzioni per l'uso", perchè ogni mamma ed ogni papà farà i conti con "proprio" figlio.
2) Ogni volta che i bimbi "sentono" un piccolo cambiamento (che per noi può essere una sciocchezza),  lo vivono con ansia e spesso regressione. Così per quando iniziano il nido e a separarsi dai genitori o quando vengono spostati di sessione, quando si cambia casa, orari e via dicendo. Sopratutto dopo i due anni, i nostri bimbi sentono sempre più lo spazio esterno come qualcosa che può essere minaccioso o confortante e misurano questi due effetti a seconda di come stanno loro.
3) Non tutti i "capricci" sono capricci. Quando è stanchissimo, il mio pupo a volte piange come un matto, sbatte i piedi e non capiamo cos'abbia. Quando ha tanta fame, può fare la stessa scena. Capricci? No, sono manifestazioni del suo panico, della sua perdita di controllo, delle sue paure. In questo caso, non servono regole, ma essere accoglienti e sereni, perchè dobbiamo accompagnarlo durante la scoperta che non succede niente di male quando dorme o se ha fame. I capricci sono di tanti tipi e non tutti sono capricci a cui deve seguire il "castigo". I capricci dei nostri pupi possono essere capricci da troppo zucchero, da stress dei genitori, da separazione, da presa di coscienza del pericolo, da stress ambientale o semplicemente bisogni psicologici. Così come cerchiamo di capire che dicono, dobbiamo cercare di capire di cosa hanno bisogno. La magagna è che spesso i loro "capricci" ci stressano così tanto che gli diamo sempre la stessa risposta. E questo non è efficace per niente.
4) Il seno non è solo nutrimento, calore, il seno è qualcosa che conforta quando il nostro cucciolo è disorientato e ansioso, arrabbiato o spaventato. E' faticoso, sopratutto quando lui si mette a fare il "metronomo" di notte e saltare da una parte all'altra ma quando poi mi accorgo che "basta" che lo attacchi al seno per qualche minuto che si addormenta sereno, che posso pensare, che non che sia una buona cosa per lui (e per noi)?
5) I bambini e noi siamo staccati ma poi non è proprio così. Nel senso che: siamo individui separati, con il proprio sistema respiratorio, circolatorio, mani e piedi e testa, ma siamo connessi perchè lo stato d'animo di uno ricade sull'altro, come un codice amplificato di quanto  accade anche all'interno della coppia. Per cui, magicamente, se noi siamo sereni e felici, anche nostro figlio tenderà ad esserlo, e viceversa. Lo stesso accade quando siamo molto stanchi, irritabili o non stiamo bene fisicamente.
Questo è: FAMIGLIA.
6) Programma tutti i tuoi paletti educativi, tanto poi quando cresce saltano tutti. Vedi la tv: "mai la tv finchè non sarà assolutamente inevitabile" e poi, a due anni, spesso mangia davanti ai cartoni. Orrore? Si un po' si, ma è la soluzione più efficace per poter avere un po' di privacy e di tranquillità. Piccoli compromessi al proprio "snobismo" per ottenere grande tranquillità. Vi pare poco? (vedi punto precedente).
7) Quando pensi che sia passata, si ripresenta. Quando pensi che una "fase" è finita, stai sicuro che poi ritorna e magari anche peggiore. I bimbi sono così: Un passo avanti, tre indietro. Eppoi cose che per noi sono davvero semplici, per loro richiedono uno sforzo grande. Questo, in qualche modo, è anche la misura dell'impegno che ci mettono ed è qualcosa che poi noi perdiamo un po', col tempo.
8) L'ho già detto ma lo ridico: imparo di più io da lui di quanto sono certa lui abbia imparato da me, dal mio essere contradditoria, confusa, irritante e a volte sconclusionata. Grazie, figlio mio.


First of all

Intanto per cominciare, detesto quando qualcuno ti dice: "ma come stai beneeeee" in quei momenti in cui sai (per certo, non come opinione soggettiva) che stai palesemente male con un certo capo di abbigliamento, con una nuova pettinatura, con un aspetto generale. Mi da noia se è un negoziante che sta - ovviamente - cercando di propinarmi a tutti i costi qualcosa di sbagliato per me, ma mi da fastidio anche da un'amica o conoscente, che non vuole/osa dirmi che ho cannato. Può succedere no?
Detto questo, io non sono tanto per le cose clamorose, e sui capelli in particolare (e sulla cellulite in particolare, sul peso in particolare, su tutto in "particolare") ho delle "sensibilità"--- d'accordo?
Cioè mi rendo conto che sono soggetta a frequenti e feroci attacchi di disistima su tutto ciò che riguarda il mio "ASPETTO" che mi rendono facile al senso di umiliazione e frustrazione. D'altra parte, questo stesso discorso, mi sembra davvero ridicolo. Possibile che sia così importante come appaio? Più di quanto SONO?
Beh, forse, senza andare a scavare in retaggi familiari e/o psicologici, mi vien da dire che il modo in cui "STAI" traspare dal modo in cui "APPARI" e quindi le cose sono legate in modo molto stretto. Se io non mi sento "bella" vuol dire che non mi sento "bene". E' qualcosa di diverso dal sentirsi "a proprio agio" o dall'essere più o meno eleganti, è qualcosa che si riflette al mio mondo interno.
Uh che complicazioni! Eh si, è proprio complicato. Non siamo scissi tra dentro e fuori e quel che è visibile di fuori in qualche modo esprime quello che c'è dentro.
Quindi, chi mi dice "ma come stai beneeee" quando io SO che non è così, mi sta dicendo che non mi sta veramente osservando, ma mi sta solo "vedendo". Oppure, che non sa come dirmi: "ma che cazzo di testa ch'hai oggi?!".
Attenzione: questo è un avviso a tutti i mariti, amiche e quant'altro... non ditemi "NON STAI MALE", che vuol dire "stai male ma sei pettinata quindi vabbè" nè "stai bene ANCHE COSI'" perchè poi quando mi vesto "cosà" poi mi dite "si si stai bene COSI'" mi sento doppiamente ingannata e non so più dove sta la verità. Occhio!!!!

mercoledì 8 gennaio 2014

To do or not to do

Ieri ho vissuto un momento di grande intensità emozionale. Mio figlio, finito di mangiare quello che riteneva sufficiente, ha buttato per aria il piatto con la pasta avanzata, che si è sparsa sul pavimento. Dopo di che è salito sulla sua "macchina" e si è messo a giocare. Quando mi sono accorta del fatto, ho spento la tv, ho richiamato la sua attenzione, gli ho indicato col dito il pavimento e gli ho detto "you must not throw food on the floor!". Lui ha distolto lo sguardo e ha fatto un mezzo sorriso (di sfida?) e si è rimesso a giocare. Allora, gli ho preso una mano, con dolcezza ma fermezza, l'ho accompagnato giù dal gioco e gli ho ripetuto "you must not throw food on the floor! Now, please put it back on the plate!" indicando il piatto. Lui è rimasto in piedi, poi ha iniziato a piagnucolare e ha cercato di farsi abbracciare. Io l'ho respinto con un "no" in modo deciso (ma gentile) e gli ho ripetuto di rimettere la pasta nel piatto. Lui niente, ha di nuovo cercato di farsi abbracciare, al mio nuovo diniego il suo pianto si è fatto più forte. Col cuore a pezzi, ma ostinata ad andare fino in fondo, gli ho preso la mano dolcemente e gli ho fatto afferrare un pezzo di pasta. Lui ha capito, e - continuando a piangere disperato - ha preso tutta la pasta e l'ha messa nel piatto. A quel punto, gli ho pulito le mani con uno strofinaccio e l'ho abbracciato spiegandogli che quando non ha più fame può lasciare nel piatto ciò che non mangia. E' stata dura, lo confesso. La prima tentazione, quando ho visto luccicare le prime lacrime, è stata quella di abbracciarlo perchè "è più importante lui che lo stupido pavimento". Ma poi ho pensato che in realtà, con quel gesto, stavo cercando di insegnargli un comportamento che socialmente e nella vita gli sarà utile. Lui è un bambino che già non sottoponiamo a troppe regole o riti ma su alcune cose è importante che lui sappia che non può fare tutto ciò che vuole. Rompere deliberatamente, sprecare il cibo o l'acqua, fare male agli altri sono alcune di quei comportamenti su cui non vogliamo passare sopra. Cercando di fare sempre tutto con amore, rispetto e calma. Piuttosto (qui lo dico e NON LO NEGO) eviterò di farlo.

First sight

Chiunque abbia allattato il proprio figlio, consapevole di creare, con quel gesto, un legame che andava al di là del nutrimento, non può non desiderare di protrarlo quanto più a lungo possibile. Quello dell'allattamento, è davvero il primo sguardo d'amore che tuo figlio ti offre dopo che nasce, la gratitudine che viene dallo scambio di anticorpi, nutrimento, fiducia e calore. Quando frequentavo il corso preparto e gli incontri sull'allattamento e sentivo madri parlare di allattamenti che duravano due-tre anni ero molto sopresa e mai avrei pensato che sarei stata anche io, una di loro un giorno. Perchè, poi, mi soprendeva così tanto? Allattare è un gesto naturale, sano, pieno di tenerezza e di complicità ed il fatto che sia tanto criticato ha a che fare con un retaggio culturale davvero antiquato e duro da morire, se non con un desiderio, che (qui mi espongo un po') trovo un po' egoista, di volersi "riappropriare del proprio corpo". Un corpo, quello di una madre, che non è stato "solo suo", fin dal momento in cui una nuova vita ha iniziato a germogliarvi, per abitarlo per mesi e poi dopo con l'allattamento ma non solo, anche con ogni abbraccio, con ogni bagnetto, con ogni dormita insieme. Il nostro corpo è l'estensione del nostro mondo interiore, è che ciò che contiene noi, e credo che mai ci sia appartenuto in modo esclusivo. Ogni volta che ho scelto di avere una relazione con qualcuno, il mio corpo è appartenuto anche al mio partner, anche se solo per il tempo del piacere, se non per quello dell'amore. Ogni volta che ho condiviso un'esperienza sportiva o di amicizia, il mio corpo è stato condiviso con quel mio amico o amica. A maggior ragione questo accade con un figlio, che vede nel corpo della mamma (e del papà) il proprio terreno di consolazione, di gioco, di affettività, di apprendimento. Io, almeno, la penso così. Il mio corpo è mio ma ANCHE di mio figlio, ma ANCHE di mio marito e - talvolta - anche di altre persone se condivido con loro un momento di prossimità, di abbraccio, di condivisione. Lo stesso vale per il sonno: dormire con mio figlio per me è normale, condividere con lui il respiro, lo spazio del letto, della qualità del sonno, dei momenti di maggior difficoltà. E - naturalmente - il seno. Mio figlio, mio marito ed io siamo una famiglia. I nostri tre corpi ne formano uno solo, nuovo, pieno di vita, amore, curiosità, rispetto. Questo è il nostro SPAZIO.

mercoledì 1 gennaio 2014

2014: New Year's resolutions (SON)

Cara mamma, ecco che è finito un altro anno, per me è stato il secondo fine anno che vivo. Il primo non me lo ricordo, ero ancora un moccioso pieno di muco e cacca fino agli occhi con la bocca ancora sporca di latte (beh quello ancora adesso) e non capivo niente, sapevo solo che se strillavo vi tenevo svegli ma c'era anche la buona possibilità che avessi il tuo latte e la cosa mi sconfifferava parecchio anche se mi è valsa una volta una notte in bagno (ma ve l'ho restituita con gli interessi!). Quest'anno, al di là del fatto che sono più grande, due anni non sono mica bruscolini, mi sono divertito. Siamo andati dalla Caro, ho giocato un botto con lei e anche per i fatti miei (le femmine, dopo un po', diventano appiccicose!) con il microfono, con le pentole, con il cavallo a dondolo, a buttarsi dal divano, figo! Ho mangiato bene, quella specie di pesto, poi sono crollato, e un po' mi vergogno. Però, nel complesso è stato divertente, grazie!! E grazie dei regali di Natale e compleanno, pochi ma buoni e alla fin fine non ho bisogno di tante cose.
I propositi? Già devo farli anche se sono così piccolo? Va beh, proviamoci... dunque:
01) Avere la tetta quanto più a lungo e più spesso possibile;
02) Avere la tetta notte e giorno;
03) Restituire i morsi avuti al nido appena le educatrici non mi vedono;
04) Dormire sempre meno di giorno e sempre di più quando è meno opportuno;
05) Imparare a parlare quanto prima se no penserete che sono un po' scemo. In realtà non ho niente da dire, al momento, eppoi, nell'insieme, mi capite abbastanza bene;
06) Variare i miei gusti ancora altre volte, in modo che sarete sempre più confusi su cosa mi piace;
07) Affinare le mie tecniche di inseguimento dei quadrupedi pelosi per la casa;
08) Disegnare sui muri (ce la devo fare!!!!!);
09) Obbligare il papà a portarmi fuori sempre più spesso e magari qualche volta noi due soli (vogliamo farla respirare un po' la mamma?!);
10) Farmi comprare la play dal papà o dallo zio (ne ho bisogno, per la mia crescita!).
E ora... aspettiamo il papà! :-)

2014 - new year's resolutions

Bella serata ieri: semplice, tra persone semplici, tra amici con cui si sta costruendo un bel rapporto fatto di reciprocità e di scambio. Bello vedere i due figli che giocano insieme e poi crollano - esausti - dopo aver "lavorato" tutto il pomeriggio.... ci siamo rilassati un po' (nonostante mi sia tagliata il pollice mentre tagliavo i finocchi e abbia cucinato un sacco), abbiamo riso, chiacchierato, condiviso cibo e quant'altro. Una serata che - comunque debbo dirlo - poteva avvenire in qualunque altro giorno e così infatti è stato, in altre serate come quella di ieri.
Nel crogiolarmi nel letto, stamattina, pensavo ai "famosi" propositi per l'anno nuovo. Quali potrebbero essere? Quante e quali cose sono disposta a cambiare od impegnarmi a fare o smettere di fare per migliorare la mia vita?
Vediamo...
01) Essere più positiva, sorridere di più, prendere meno seriamente le cose che tendo a drammatizzare sempre (sopratutto con la mia dolce metà);
02) Se ho bisogno di una cosa, la chiedo e la dico (sopratutto con la mia dolce metà);
03) Fare movimento, possibilmente almeno 5 giorni su 7;
04) Mangiare sano, fare attenzione a qualità e quantità di cibi, diventare meno schiava della bilancia e più dipendente da scelte di salute;
05) Fare almeno una settimana enigmistica al mese;
06) Andare ad un concerto di Bruce Springsteen;
07) Muoversi, vedere posti nuovi, fare camminate in montagna (questa è sopratutto per la mia dolce metà);
08) Fare meditazione almeno una volta a settimana per almeno 10 minuti!
09) Essere grata per almeno UNA cosa ogni giorno, quando vado a dormire;
10) Ricordarmi sempre di dire alle persone a cui tengo che voglio loro bene.
Ora attendo quelle di... mio marito? :-)

2013: to throw away - to keep

2013 - Cose che non voglio conservare:
- la morte di mio papà;
- i (purtroppo numerosi) momenti di nervosismo e insoddisfazione;
- gli "amici" che poi non ti frequentano mai ma a cui in fondo vuoi bene lo stesso;
- un paio di libri davvero deludenti;
- la pigrizia, sopraggiunta insesorabile sopratutto con l'arrivo del freddo POLARE;
- la crisi economica e l'instabilità politica che purtroppo ci seguirà anche in questo nuovo anno;
- disastri naturali, guerre e atti di violenza... che sembrano sempre più;
- gli sbarchi a Lampedusa e l'ondata di soprusi e degrado che li accompagna che in realtà non dovrebbe essere mai dimenticato;
- tutti gli oggetti che abbiamo accumulato nella nostra vita e nella nostra casa e che in verità non ci servono, ma che se ci pensiamo bene siamo stati "indotti" ad acquistare;
- cattive abitudini, come mangiare tante vaccate, essere a volte pigri, non prendersi cura di sè;
- alcune discussioni e scontri che potevo (francamente) evitare.


2013 - Cose che voglio ricordare:
- l'amore e il legame con mio papà;
- le tante piccole conquiste del mio cucciolotto... le parole, i gesti, il modo in cui ci imita, il suo viso quando riesce a fare qualcosa, il modo in cui apre i regali e in cui spegne le candeline;
- delle belle passeggiate ed uscite che ho fatto con la mia famiglia;
- dei bei pranzetti e uscite fuori porta con mamma;
- Il ricordo di Nelson Mandela, Margherita Hack, Don Gallo, Franca Rame che ci hanno "lasciato";
- aver tenuto duro in alcune cose, come l'allattamento, l'omeopatia, i vaccini.... ci credo!
- i (purtroppo non tanti) momenti di tenerezza e intimità con la mia dolce metà;
- la voglia di vivere, di non farsi sopraffare dal clima generale di depressione;
- tanti libri che ho letto quest'anno e che mi sono piaciuti: "Tenera è la notte", "Preghiera per un amico", "IQ84" e tutti quelli di Carofiglio.