lunedì 25 dicembre 2017

the new the old

Alcune cose sono difficili da superare, come l'idea del Natale che - in una giornata secca di sole, con la stanchezza nelle tasche - fatica ad entrarmi in circolo. Come la fatica ad avere ospiti in casa, chi ha freddo, chi ha caldo, chi vuole carne, chi pesce, chi non ha fame ma si taglia una fetta di panettone. Come la voglia di una situazione più "pulita", semplice, spartana, atea, senza fronzoli. Ma poi i fronzoli sono quelli che fanno un po' dimenticare delle cose e allora - sopratutto nel mio lavoro - va bene se c'è un panettone in più o un po' più di cura nelle cose. Perchè così dimentichiamo che si è un po' degli emarginati, un po' degli sfigati, un po' dei delinquenti.
Altre cose sono nuove e hanno un sapore un pochino diverso, come un figlio che compie sei anni e - davanti a tutti gli amici e i genitori al suo compleanno, senza scomporsi e sentirsi a disagio, si mette in piedi sul tavolo e dice: "Grazie a tutti dei regali, Buon Natale, vi voglio bene". 
O - sempre lui - che mentre esci per andare (appunto) al lavoro, ti urla "TI VOGLIO BENE!" e te gli rispondi "anche io" "io di più" "no io" allora corre da te che stai chiudendo la porta "E te quanto?" "come il cielo e il mare" e lui "io come il cielo il mare e tutto il resto"  e da quel "tutto il resto" ti senti "fregata" perchè in "tutto il resto" ci metti quello che vuoi e non finisce mai. Nel bene e nel male.
Quest'anno di nuovo ci sono i compiti delle vacanze, le carte dei giocatori, i lego che costruisce da solo, la voglia di mare che sempre ancora più imperiosa, un generale sconforto verso le "istituzioni" e sopratutto la sanità, la voglia di non sentirsi inchiodati dentro un sistema che ci vuole sempre più comandare e controllare.
Di vecchio c'è l'albero di Natale che eppure tiene duro, il presepe ("Il circo") che ospita però anche i minions quest'anno, c'è il "vizio" di mangiare tanto, troppo, tardi.
Di vecchio c'è il vizio di farsi gli auguri per una cosa in cui non si sa se credi ancora poi molto.
Di nuovo c'è la palestra che si è rivelata più soddisfacente delle aspettative e mi richiama, mi fa stare bene, pare tenermi in salute e in forze.
Di vecchio c'è la mia mamma che tiene duro anche lei per fare ancora un po' di strada insieme.
Di nuovo c'è che lui, il figlio, ha idee precise su ciò che gli piace e non gli piace, al di là del tifare Napoli.
Non chiedo niente al 2018.
Non voglio chiedere niente, non voglio promettere niente.
Va bene così, costruire pezzo per pezzo tutto ciò che ci fa stare bene, tutelarci da chi ci pensa stupidi, cercare di essere felici sempre e comunque.
Posso solo provare ad essere meno spinosa, meno litigiosa, meno... me?
Molto spotify, molte sveglie al mattino presto per rosicchiare un po' di solitudine, molta palestra e poi "tutto il resto".
:-)

sabato 2 dicembre 2017

It's cold, no way

Arrivato il freddo, le persone si lamentano. Eppure è stata un'estate molto calda, molto lunga, molto asciutta. Molto stressante per noi. Noi tre non ci siamo lamentati del caldo mai. Non ci lamentiamo del freddo ora. Sappiamo che il freddo e il caldo sono condizioni atmosferiche normali, stagionali, sulle quali non abbiamo alcun controllo, alcun potere, alcuna possibilità di riscatto. Possiamo solo pensare che le stagioni sono perfette, così come dovrebbero essere perchè così le accettiamo.
Quello che ci fa soffrire, quello di cui ci lamentiamo, sono le imposizioni assurde che arrivano "dall'alto" e che si depositano dentro di noi con un carico di ingiustizia e di prevaricazione che sono indescrivibili. Un'estate difficile, questa, non per il caldo, non perchè abbiamo dovuto acquistare una macchina nuova, non perchè non sapevamo dove passare le ferie. Un'estate difficile perchè quando non riesci a digerire una legge ingiusta e palesemente contraria al rispetto dei basilari diritti di genitorialità non c'è niente che ti consoli e che asciughi le tue lacrime.
Ognuno poi reagisce come riesce: chi si arrabbia e vorrebbe spaccare tutto, chi ricorre alle vie legali, chi - come me - si butta sul cibo e dimentica ogni buon senso nel gestire ansia e dubbi.
Ora è arrivato il freddo, siamo a dicembre, qualche fallimentare tentativo di neve si è già presentato, sono ancora abbastanza resistente al clima natalizio che ancora non mi è rimasto sullo stomaco e non mi ha invaso la testa ma tra poco succederà...  e allora sarà albero di Natale, tante altre cose.
Ma comunque, dopo lo sconcerto di una pessima estate, ho trovato un po' di quiete e un po' di silenzio dentro di me, sono riuscita ad iscrivermi in palestra, a disciplinare il mio secondo cervello, lo stomaco, lotto ogni giorno con l'idea di abbandonare questa lotta strenua per fare quello che più pensi sia giusto per tuo figlio perchè lui è invece una meraviglia.
Quando supera il cancello per entrare a scuola, tutto impettito, poi a volte si gira e gli viene in mente di dirti che ti vuole bene come tutto il cielo è un'epifania.
Quando è tutto impegnato a provare a leggere le poche parole che ci sono sul suo libro di prima è un'emozione infinita.
E poi mi dice che gli piace tanto il suo pisello e si, anche il cervello, ma dopo.
Un'inverno di freddo, di quiete interiore ma piena di movimento, di voglia di vivere, nonostante tutto. Ancora non sono pronta a farmi pilotare da qualcuno che di noi, francamente, sa poco o niente.