sabato 22 marzo 2014

be tuned

Ieri un'amica mi ha chiesto: "Ma come mai, secondo te, non c'è neanche una coppia che funziona?". La domanda, peraltro un po' retorica, nasceva dal fatto che una coppia di amici di comune conoscenza - pare - che sia un po' in crisi. Così come la mia amica e il suo compagno, così come la mia amica parrucchiera, così come la mia amica psicologa, così come mio fratello (da sempre, con qualunque donna), così come la zia di mio marito, ecc. Però la domanda mi ha un po' sorpresa ed ho sentito l'immediato bisogno di specificare che la coppia "mia" invece funziona. Certo, a volte mi arrabbio per cose che mio marito non fa e che io penso che avrebbe dovuto fare, o per cose che ha fatto che penso che non avrebbe dovuto fare, così come a volte io innervosisco lui perchè "lo comando" (cito testualmente) o perchè sono troppo nervosa e precisina e che metto fretta... però mai - dico MAI - ho dubitato di noi come coppia. E quindi come commentare una "domanda" di questo tipo? Io penso che le coppie in crisi sono coppie che non si amano più (perchè magari l'amore non dura per sempre per tutti), sono coppie che non si "ri-conoscono" più, che non sanno più scorgere nell'altro ciò di cui si erano innamorati, sono coppie che si sono arrese di fronte alle difficoltà economiche, lavorative, di gestione dei figli, che hanno creduto che i figli risolvessero i loro problemi, colmassero i loro vuoti, suggerissero loro cosa fare per essere felici. Sono coppie, secondo me, che non erano probabilmente già bene assortite inizialmente, ma che una grande sintonia erotica li ha illusi o forse solo l'idea di loro più che non ciò che loro erano veramente. In fondo, in qualche modo, un piccolo patrimonio di sentimenti perso. Il che, se ci pensiamo, è sempre un peccato.

domenica 9 marzo 2014

Clouds

Capita, a volte, di avere questa sensazione come di "nuvole che si addensano"... capita quando i pensieri si fanno un po' più cupi, per qualche motivo, cresce il livello di insoddisfazione e di ansia, si fanno continuamente bilanci con passato e presente e sembra spesso di chiudere "in rosso".
In questi momenti, sento dentro di me crescere una sorta di angoscia, l'idea di aver "perso" troppi treni nella mia vita, di aver aspettato troppo a prendere decisioni e posizioni che erano già lì, pronte per me. In quei momenti, quando il cielo diventa scuro, mi assale la tristezza e l'idea imperdonabile di aver "sprecato" tempo, energie, sentimenti. In quei momenti vedo solo ciò che non ho fatto, non ho concluso, non ho iniziato, quello che ho abbandonato, quello che mi ha deluso, ferito, lasciato un vuoto dentro. Poi le nubi piano si diradano... una telefonata con un'amica, uno scambio di idee e di tenerezze con la persona che ami, una conversazione con tua mamma. Qualcosa, dentro di me, si sblocca e riprende a funzionare. Non è solo la razionalità, l'identificare come disfunzionale l'accostarsi a cose già accadute e non modificabili con tale morbosità. Si tratta delle consapevolezza che la mia vita è stata ed è tutt'ora una vita fortunata, piena di salute, amore, amicizia, una situazione eonomica tutto sommato "normale". Quali sono i MIEI problemi più "GRAVI"? Non avere una taglia 40? Le unghie fragili? Un'età non più giovane? Un "solo" (peraltro in grande salute) figlio? Mi pare che ogni tanto sia importante provare ad uscire dal proprio E-G-O per abbracciare una visione un po' più ampia, che peraltro escluda ciò che non si può cambiare ed includa ciò che vale la pena di modificare per migliorare la propria qualità di vita. E così che poi le nubi si diradano, l'animo diventa più leggero, i pensieri cubi si sfilacciano e diventano eterei come il cielo d'estate e la vita riprende il suo corso.
Lo dico: sono una donna fortunata, ho un marito che amo e che mi ama a sua volta, un figlio meraviglioso, la salute e la possibilità, di tanto in tanto, di poter comprarmi un libro, un regalino per il pupo, una pizza o un caffè con un'amica. Che altro potrei desiderare?


giovedì 6 marzo 2014

Time flyes


"La brutta notizia è che il tempo vola. 
La buona è che il pilota sei tu."

(M. Altshuler)