sabato 22 marzo 2014
be tuned
domenica 9 marzo 2014
Clouds
In questi momenti, sento dentro di me crescere una sorta di angoscia, l'idea di aver "perso" troppi treni nella mia vita, di aver aspettato troppo a prendere decisioni e posizioni che erano già lì, pronte per me. In quei momenti, quando il cielo diventa scuro, mi assale la tristezza e l'idea imperdonabile di aver "sprecato" tempo, energie, sentimenti. In quei momenti vedo solo ciò che non ho fatto, non ho concluso, non ho iniziato, quello che ho abbandonato, quello che mi ha deluso, ferito, lasciato un vuoto dentro. Poi le nubi piano si diradano... una telefonata con un'amica, uno scambio di idee e di tenerezze con la persona che ami, una conversazione con tua mamma. Qualcosa, dentro di me, si sblocca e riprende a funzionare. Non è solo la razionalità, l'identificare come disfunzionale l'accostarsi a cose già accadute e non modificabili con tale morbosità. Si tratta delle consapevolezza che la mia vita è stata ed è tutt'ora una vita fortunata, piena di salute, amore, amicizia, una situazione eonomica tutto sommato "normale". Quali sono i MIEI problemi più "GRAVI"? Non avere una taglia 40? Le unghie fragili? Un'età non più giovane? Un "solo" (peraltro in grande salute) figlio? Mi pare che ogni tanto sia importante provare ad uscire dal proprio E-G-O per abbracciare una visione un po' più ampia, che peraltro escluda ciò che non si può cambiare ed includa ciò che vale la pena di modificare per migliorare la propria qualità di vita. E così che poi le nubi si diradano, l'animo diventa più leggero, i pensieri cubi si sfilacciano e diventano eterei come il cielo d'estate e la vita riprende il suo corso.
Lo dico: sono una donna fortunata, ho un marito che amo e che mi ama a sua volta, un figlio meraviglioso, la salute e la possibilità, di tanto in tanto, di poter comprarmi un libro, un regalino per il pupo, una pizza o un caffè con un'amica. Che altro potrei desiderare?
giovedì 6 marzo 2014
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