
Chiunque abbia allattato il proprio figlio, consapevole di creare, con quel gesto, un legame che andava al di là del nutrimento, non può non desiderare di protrarlo quanto più a lungo possibile. Quello dell'allattamento, è davvero il primo sguardo d'amore che tuo figlio ti offre dopo che nasce, la gratitudine che viene dallo scambio di anticorpi, nutrimento, fiducia e calore. Quando frequentavo il corso preparto e gli incontri sull'allattamento e sentivo madri parlare di allattamenti che duravano due-tre anni ero molto sopresa e mai avrei pensato che sarei stata anche io, una di loro un giorno. Perchè, poi, mi soprendeva così tanto? Allattare è un gesto naturale, sano, pieno di tenerezza e di complicità ed il fatto che sia tanto criticato ha a che fare con un retaggio culturale davvero antiquato e duro da morire, se non con un desiderio, che (qui mi espongo un po') trovo un po' egoista, di volersi "riappropriare del proprio corpo". Un corpo, quello di una madre, che non è stato "solo suo", fin dal momento in cui una nuova vita ha iniziato a germogliarvi, per abitarlo per mesi e poi dopo con l'allattamento ma non solo, anche con ogni abbraccio, con ogni bagnetto, con ogni dormita insieme. Il nostro corpo è l'estensione del nostro mondo interiore, è che ciò che contiene noi, e credo che mai ci sia appartenuto in modo esclusivo. Ogni volta che ho scelto di avere una relazione con qualcuno, il mio corpo è appartenuto anche al mio partner, anche se solo per il tempo del piacere, se non per quello dell'amore. Ogni volta che ho condiviso un'esperienza sportiva o di amicizia, il mio corpo è stato condiviso con quel mio amico o amica. A maggior ragione questo accade con un figlio, che vede nel corpo della mamma (e del papà) il proprio terreno di consolazione, di gioco, di affettività, di apprendimento. Io, almeno, la penso così. Il mio corpo è mio ma ANCHE di mio figlio, ma ANCHE di mio marito e - talvolta - anche di altre persone se condivido con loro un momento di prossimità, di abbraccio, di condivisione. Lo stesso vale per il sonno: dormire con mio figlio per me è normale, condividere con lui il respiro, lo spazio del letto, della qualità del sonno, dei momenti di maggior difficoltà. E - naturalmente - il seno. Mio figlio, mio marito ed io siamo una famiglia. I nostri tre corpi ne formano uno solo, nuovo, pieno di vita, amore, curiosità, rispetto. Questo è il nostro SPAZIO.