Ieri mentre ancora si poteva uscire e abbiamo fatto il pieno di sole, mi chiede di cosa io abbia paura e gli dico "della paura". I bambini all'epoca del virus.
Questo voglio dire.
Spiegare a mio figlio:
- queste che sta passando a casa non sono un anticipo delle ferie di Pasqua;
- può uscire ma non può uscire;
- il sole fa bene ma non può prenderlo fuori, deve immaginarlo o disegnarlo;
- puoi abbracciare ma tenendoti distante un metro;
- starnutisci nel gomito ma poi non ti strofinare sulla maglia di quello vicino a te.
E via dicendo.
Hugo von Hofmannsthal disse: “Tutto ciò che è creduto, esiste, e soltanto questo”.
Si sta parlando quindi del confine tra una funzionale attivazione, uno stress diciamo "positivo" (eurostress) e un'allerta eccessiva che porta a mettere in atto comportamenti poco lucidi e controproducenti (distress). Dobbiamo sempre e comunque ricordarci ed essere consapevoli di "chi controlla cosa" e "chi controlla chi" e cercare di gestire e scegliere cosa fare, come comportarsi, senza seguire pedissequamente la "massa" ma fare scelte dettate dal buonsenso, dal rispetto, dalla serenità interiore.
Si può sacrificare qualche giorno (settimana) di scuola ma non l'istruzione, la voglia di leggere e fare esercizi e imparare cose.
Si può sacrificare una visita ad una sala giochi o ad un centro per bambini ma non il diritto a giocare, divertirsi, stare insieme.
Si può sacrificare una naturale inclinazione al contatto con tutti ma non il diritto di esprimere affetto e contatto con chi è vicino a noi.
Bisogna spiegare ai bambini che essere flessibili e resilienti è fondamentale nella vita, essere in grado di adattarsi e modificare alcune abitudini ma non rinunciando mai a compiere scelte dettate dal buonsenso, dall'intelligenza, non compiute in maniera emotiva, irrazionale.
E amare, sorridere, svegliarsi di buonumore, comunicare e superare ogni paura.