mercoledì 22 gennaio 2014

Things changes

Ci ho messo un po' di tempo (diciamo almeno un paio d'anni) ma alcune cosette le ho capite:
1) Ogni bambino è uguale e diverso. Cioè, ogni bambino ha il "suo" momento in cui inizia a parlare, camminare, disegnare, fare le costruzioni che non coincide necessariamente con quello dei suoi coetanei, può anticiparli o seguirlo o andare al passo con loro. Allo stesso tempo, "tendenzialmente", i cambiamenti "importanti" dell'età sono comuni a tutti i bambini: il momento in cui diventano più paurosi o quello in cui diventano più autonomi o imparano a fare i capricci. Perciò, serve a poco leggere manuali e "istruzioni per l'uso", perchè ogni mamma ed ogni papà farà i conti con "proprio" figlio.
2) Ogni volta che i bimbi "sentono" un piccolo cambiamento (che per noi può essere una sciocchezza),  lo vivono con ansia e spesso regressione. Così per quando iniziano il nido e a separarsi dai genitori o quando vengono spostati di sessione, quando si cambia casa, orari e via dicendo. Sopratutto dopo i due anni, i nostri bimbi sentono sempre più lo spazio esterno come qualcosa che può essere minaccioso o confortante e misurano questi due effetti a seconda di come stanno loro.
3) Non tutti i "capricci" sono capricci. Quando è stanchissimo, il mio pupo a volte piange come un matto, sbatte i piedi e non capiamo cos'abbia. Quando ha tanta fame, può fare la stessa scena. Capricci? No, sono manifestazioni del suo panico, della sua perdita di controllo, delle sue paure. In questo caso, non servono regole, ma essere accoglienti e sereni, perchè dobbiamo accompagnarlo durante la scoperta che non succede niente di male quando dorme o se ha fame. I capricci sono di tanti tipi e non tutti sono capricci a cui deve seguire il "castigo". I capricci dei nostri pupi possono essere capricci da troppo zucchero, da stress dei genitori, da separazione, da presa di coscienza del pericolo, da stress ambientale o semplicemente bisogni psicologici. Così come cerchiamo di capire che dicono, dobbiamo cercare di capire di cosa hanno bisogno. La magagna è che spesso i loro "capricci" ci stressano così tanto che gli diamo sempre la stessa risposta. E questo non è efficace per niente.
4) Il seno non è solo nutrimento, calore, il seno è qualcosa che conforta quando il nostro cucciolo è disorientato e ansioso, arrabbiato o spaventato. E' faticoso, sopratutto quando lui si mette a fare il "metronomo" di notte e saltare da una parte all'altra ma quando poi mi accorgo che "basta" che lo attacchi al seno per qualche minuto che si addormenta sereno, che posso pensare, che non che sia una buona cosa per lui (e per noi)?
5) I bambini e noi siamo staccati ma poi non è proprio così. Nel senso che: siamo individui separati, con il proprio sistema respiratorio, circolatorio, mani e piedi e testa, ma siamo connessi perchè lo stato d'animo di uno ricade sull'altro, come un codice amplificato di quanto  accade anche all'interno della coppia. Per cui, magicamente, se noi siamo sereni e felici, anche nostro figlio tenderà ad esserlo, e viceversa. Lo stesso accade quando siamo molto stanchi, irritabili o non stiamo bene fisicamente.
Questo è: FAMIGLIA.
6) Programma tutti i tuoi paletti educativi, tanto poi quando cresce saltano tutti. Vedi la tv: "mai la tv finchè non sarà assolutamente inevitabile" e poi, a due anni, spesso mangia davanti ai cartoni. Orrore? Si un po' si, ma è la soluzione più efficace per poter avere un po' di privacy e di tranquillità. Piccoli compromessi al proprio "snobismo" per ottenere grande tranquillità. Vi pare poco? (vedi punto precedente).
7) Quando pensi che sia passata, si ripresenta. Quando pensi che una "fase" è finita, stai sicuro che poi ritorna e magari anche peggiore. I bimbi sono così: Un passo avanti, tre indietro. Eppoi cose che per noi sono davvero semplici, per loro richiedono uno sforzo grande. Questo, in qualche modo, è anche la misura dell'impegno che ci mettono ed è qualcosa che poi noi perdiamo un po', col tempo.
8) L'ho già detto ma lo ridico: imparo di più io da lui di quanto sono certa lui abbia imparato da me, dal mio essere contradditoria, confusa, irritante e a volte sconclusionata. Grazie, figlio mio.