mercoledì 1 ottobre 2014

poop!

Si, cacca. Avete capito bene, voglio parlare di CACCA.
O meglio, della cacca dei bambini.
Si, perchè sappiamo tutto (o quasi) sullo spannolinamento, sulle salviette umide, sull'interpretazione della salute del pupo in base alle sue evacuazioni, sui tipi di vasino, mutandina, su come lavare le suddette da quanto sopra ma... sappiamo cosa SIGNIFICA la cacca per i nostri bambini?
Intanto, per arrivare a controllare da solo le sue funzioni corporee il piccolo deve aver raggiunto un certo grado di maturazione fisiologica senza la quale è impossibile educarlo ad utilizzare vasino o gabinetto. Questo perchè, da un mero punto di vista anatomico, bisogna che si sviluppi una zona del cervello che corrisponde alla volontà e alla coscienza.
Volontà e coscienza? Che c'entrano con la cacca?
C'entrano perchè, con il controllo del retto e della vescica si arriva al passaggio al vasino.
Questo, per i nostri bimbi, significa un forte senso di piacere e di orgoglio (possiamo noi adulti negare il piacere della "liberazione" che ancora permane? Forse l'orgoglio no... se non si è adulti un po' immaturi). Insieme a queste sensazioni positive, il nostro piccolo prova a se stesso di essere capace di "creare" qualcosa e - allo stesso tempo - di perdere questo qualcosa che crea. Piacere e angoscia.
Piacere e dolore.
Possono sembrare sciocchezze, ma vista sotto questo punto di vista, la "questione cacca" mi pare assuma un significato interessante. Mio figlio, per esempio, 3 anni a Dicembre, ha iniziato ad avere il pannolino asciutto durante i pisolini e a volte di notte circa un mese e mezzo fa. Poi, purtroppo complice il fatto di doverlo mandare alla materna ove è richiesta una certa autonomia, abbiamo dato un'accellerata con l'estate a lasciarlo più libero, lasciando in giro per casa il vasino. Solitamente, i bimbi hanno il controllo diurno e poi notturno, ma non è detto che sia così. Mio figlio ha smesso di usare il pannolino di giorno e di notte, praticamente insieme. Il "problema" rimane la cacca.
Ci siamo accorti che fatica a farla nel vasino o nel gabinetto a meno che non stia girando nudo per casa e quindi la cosa viene facile facile ma se è in giro sembra che cerchi un "nascondiglio" dove potersela fare addosso in santa pace. 
Ieri, poi, ho avuto una breve "illuminazione": eravamo al parco che giocavamo, ad un tratto ho improvvisamente colto nel suo comportamento il bisogno di evacuare, così mi sono avvicinata e gli ho chiesto in un orecchio dove voleva farla... mi ha risposto "nella quacqua" (una fontana lì vicina)... ho detto va bene, la facciamo qui vicino all'acqua... va bene qui? Si? Va bene, fai con calma, sono qui con te. Ha fatto la sua bella cacca, l'ho guardata e l'ho ammirata, gli ho detto quanto era bella, se voleva che la raccogliessimo, mi ha detto di si, allora ho preso una salvietta umida e ho fatto un pacchettino, lo abbiamo adagiato con delicatezza sul muretto, ci abbiamo messo delle foglie vicino e l'ho ringraziato per questo bel regalo. Com'era contento!
Se ricordo qualche reminescenza freudiana, mi pare che ora posso collocarlo in piena fase anale, che segue quella orale, in cui noi adulti avevamo il ruolo di contenere le sue angosce per la sua incapacità di definirsi da solo. Nella fase anale, raggiunge la maturità muscolare e si prepara a vivere due insiemi simultanei di modalità di relazione: trattenere e lasciare andare. In pratica, i bimbi, durante questa fase, continuano il "lavoro" di separazione tra sè e gli altri, iniziato già con il movimento e l'esplorazione ambientale.
Alla fine, anche sulla cacca, si possono fare un sacco di riflessioni interessanti, secondo me, per capire meglio come si è sviluppata un'intera socità. Sto esagerando? Forse, ma questo argomento ha appassionato e disgustato moltissimi studiosi, ha arricchito artisti e ha dato ampio spazio alle nostre più recondite paranoie. Per cui, non va evitato. Trattenere, fa male!!!!
P.S.: Se qualcuno avesse dubbi, la cacca l'ho poi tolta dal muretto e l'ho buttata...