martedì 23 aprile 2013

one year after

22 aprile 2013: è il compleanno di mio fratello maggiore (auguri! auguri!), il mio trappolino "compie" ben SEDICIMESI (auguri! auguri!) ed è UN ANNO che abbiamo traslocato nel nostro piccolo "nido".
Se mi soffermo un attimo... quante cose sono successe da quel giorno di aprile quando, sotto una pioggia leggera ma costante abbiamo spostato tutta la nostra "vita" in un posto a così pochi metri ma segnando una distanza davvero grande! Mi ricordo ancora, la sera, stremati - nella NOSTRA casa (dopo un anno di ricerche) piena di scatoloni e confusione, con un pupotto di appena quattro mesi addormentato tra noi sul letto, mangiammo una pizza a lume di candela. Non avevamo acqua calda nè corrente elettrica, la casa era davvero un CASINO immenso, io avevo partorito da poco e dovevo controllare la mia maniacale inclinazione al perfezionismo e all'ordine, la mia dolce metà si crogiolava nella sua stanchezza soddisfatta ma... è stata una delle pizze più buone mai mangiate.
Avevamo un bimbo, avevamo una casa, che altro ci occorreva?
E quante cose sono successe, in questo anno!!!
Oggi la casa richiede ancora molti interventi (zoccoletti, quadri da appendere, tende, passamano nel balcone, comprare un armadio, comprare delle sedie per il soggiorno...), tante piccole e grandi cose ma.. è la nostra casa: luminosa, accogliente, piena di libri e di giochi, piena di calore e di voglia di accogliere amici e con i nostri due immancabili amici felini.
Ma.. che altro?
Qualche ruga in più sicuramente, qualche chilo in meno, il lavoro ripreso con nuova sede, nuovi orari ma i soliti vecchi problemi. Qualche pianta in più, un paio di bonsai in meno (purtroppo), ma anche un bellissimo bonsai creato (bravo!!!). Delle foto in più e le prime parole, i primi passi che poi diventano camminate e corse su e giù per il corridoio. E lui, il mio tesorino, quante cose ha imparato in quest'anno: le sue manine, il suo mondo raccolto nelle dieci dita più importanti del mondo che hanno imparato ad indicare, afferrare, ruotare, aprire, schiacciare, far scorrere, toccare. Le sue manine che ci abbracciano e ci toccano e ci accarezzano e ci tirano schiaffi (eh già...). Le parole: caccca, papà, mamma, pappa, capca, ahiii, baibai (maccheroni inglisc), pupppa. I libri, dappertutto, sempre di più (aiutoo), per lui, per me, per noi. Eppoi che altro? Amici ritrovati, amici mai più incontrati, persone nuove di passaggio, persone vecchie che ritrovi per caso in un negozio o per la strada.
L'Italia che cambia ma poi in fondo non cambia mai. La crisi nel lavoro, la crisi dei soldi, le pensioni, gli esodati, i terremoti. Situazioni che purtroppo si ripetono sempre e sembrano non finire mai.
Il ciclo che ritorna, proprio ora, due giorni prima dello scadere dei 16mesi di "mini me". Che strano, sono di nuovo una "donna". Ritrovo una parte di me, torno a correre coi lupi.
Quante cose in un anno: parole dette, scritte, lette e sussurrate nell'intimità.
Emozioni provate, vissute e condivise. Un'immagine di quest'anno?
La prima che mi viene in mente è noi tre abbracciati. Sembra banale, ma in questo gesto di mio figlio, che sta in braccio a uno di noi due e allunga il braccino per incoraggiare l'altro ad includersi in questo cerchio per me c'è tutto. E noi gli diamo un bacio ognuno su una guancia.
Children see, children do.
E' proprio così: noi vogliamo che lui veda questo, che siamo una famiglia.

sabato 20 aprile 2013

Period

In inglese si dice "having the period", e vuol dire quei particolari giorni in cui le donne sono: capricciose, stanche, nervose, mangiano cioccolata e schifezze, si gonfiano, umore variabile, si negano e... insomma... il ciclo!!
Ecco, dopo quasi 16 mesi mi è tornato il ciclo! Se poi consideriamo il periodo immediatamente il parto non esattamente com un "normale ciclo", aggiungi a questo altri nove mesi.
E in tutto fa...  25 mesi.
E' davvero un sacco di tempo no? Un tempo durante il quale ho fatto davvero tante tante cose: ho cresciuto dentro la mia pancia un piccolo pesciolino che è diventato poi ranocchietto e poi ancora la scimmietta che oggi mi si arrampica oggi addosso alle sette del mattino urlandomi in faccia: "pupaaaa" (che vuol dire "pupa"? Qualcuno mi aiuti!).
Beh, non credevo sarei mai stata FELICE di tornare ad avere il ciclo. Ed invece è così!!!
Sono contenta perchè - oltre a significare che il mio corpo sta tornando alla "normalità" - vuol dire che  sto facendo bene il lavoro di "disassuefazione" dalla tetta (con conseguente calo di progesterone), vuol dire che sono di nuovo un'entità a sè anche se sono mamma.
Lo so, sembra un concetto ridicolo, ma non lo è e chi è mamma lo può capire secondo me.
Perchè alla fin fine il ciclo, per quanto fastidioso, doloroso, limitante e a volte imprevedibile, è quanto che più di altre cose che ci rende DONNE, nel nostro modo di esserlo, che significa che - almeno una volta al mese - possiamo essere più languide, malinconiche, volubili e tiranniche.

domenica 7 aprile 2013

"Letter to my mom"

Cara mamma,
ti scrivo perchè ci sono delle cose che sento il bisogno di dirti. Ancora non ti ho detto che so quanto mi ami e quando mi hai desiderato. So che tu è papà avete aspettato tanto perchè finalmente io diventassi pesciolino che nuota nella tua pancia (non mi chiamavi così? D'altra parte, la pancia è un piccolo mare protetto).
So quanto vi siete impegnati per avermi (e quanto vi è piaciuto... guarda che si sente tutto dalla pancia cosa credi??).
So anche che mi carezzavi sempre, attraverso la pelle del pancione, mi sognavi la notte, parlavi di me ed ogni tanto, quando ti lamentavi di qualcosa, io ti davo un calcetto da qualche parte: un rene, il nervo sciatico... dipende.
So anche che hai fatto un breve corso di yoga per prepararti alla mia nascita e che l'insegnante di yoga era un po' troppo "shanti spiritual ye ye" per i tuoi gusti... (sentivo quello che pensavi ogni tanto "ma che minkia sta dicendo questa? Terzo occhio???).
So che mi hai cosparso il guscio per tutti i nove mesi di olio di mandorle per rendere la pelle elastica (e me l'hanno pure versato in testa quando sono nato.. eh che modi sono??). Cara mamma, so che mi hai letto libri per tutti i mesi che sono cresciuto dentro di te (ho apprezzato particolarmente Hugo e mi è piaciuto meno Jo Nesbo... un po' violento per un piccolino come me) e mi è piaciuto sentire la tua voce. So che andavi ai corsi preparto e poi a fare le passeggiate in giro e mi hai portato al mare e in montagna.
So che ami tanto il papà altrimenti non avresti mai e poi mai avuto un figlio con lui, d'altra parte ma non ci saresti andata nemmeno a vivere per un giorno, sopratutto dopo quell'altra storia che - lasciamo perdere - (so tutto... inutile che fai quella faccia).
So, cara mamma, quando avresti tanto voluto partorirmi in acqua, per poter rendere tutto molto più naturale e meno doloroso per entrambi ma poi, che vuoi, non sono riuscito a trattenere le acque et voilà. So anche che, quando sono nato, hai tribulato un po' tutta la notte mentre papà dormiva nel lettino accanto a te (strunz) e quando sono nato sei scoppiata a piangere e quando ho visto i tuoi occhi lucidi e il tuo viso stravolto mi sono commosso anche io e ho pianto come un poppante.
So quando hai avuto male quando mi allattavi i primi mesi e a volte piangevi anche per il dolore ma hai sempre tenuto duro ed io ti sono così grato che mi hai regalato una valanga di anticorpi, di sensazioni piacevoli, mi hai messo in continuo contatto con te, mi hai guardato, accarezzato, tenuto in grembo mentre mi donavi cibo, amore e speranza. So che anche dopo che sono nato mi hai letto dei libri (ma quanti cacchio di libri leggi mamma?!) e so che mi hai amato ogni giorno di più e ogni giorno che io sono cresciuto, tu sei diventata sempre più sicura di te, più bella (secondo me), a volte un po' isterica e papà sempre più stanco e con sempre più capelli bianchi (che vuole poi lui che non mi ha nè messo al mondo nè allattato bah).
Cara mamma, so quanto ti stanca tirarmi su la mattina quando non ch'ho proprio voglia di andare al nido con quei sballati e scapestrati dei miei compagni (uno mi ha pure morso ti ricordi? Ma prima o poi lo becco e allora vedi!!) e nemmeno uno che legge libri, roba da matti. So quanto ti stressa quando faccio le mie scene di pianto e non riesci a capire cos'ho (ma che cacchio è così semplice scusa se te lo dico: in braccio a mangiare oppure in braccio a giocare non è che ci siano tante varianti eh! Pure papà a fare grandi ragionamenti sul perchè faccio le cose... chi vi capisce a voi due!).
Cara mamma, so quanto sei in crisi ora che stai cercando di capire se devi smettere di allattarmi o no ma su questo, scusami tanto, io non ti posso proprio aiutare. Vuoi mettere? Ho questa cosa così bella, morbidosa, rotonda, profumata, da cui tra l'altro esce una roba dolce dolce e ogni tanto ci gioco pure, me la spruzzo in faccia o ci appoggio la mano e poi in mezzo ci sta la cosa più grande che c'è... il mio cuscino preferito: il tuo cuore! E' vero ogni tanto mi scappa pure un morsetto mamma, ma cavolo pure tu vorresti mangiarmi le cosce, tanto sono morbide... dovresti capirmi no?
Non posso essere io a dirti cosa fare, mamma e so papà che non ti è di (quasi) nessun aiuto, ma posso dirti che qualunque cosa farai, sarà quella giusta ed io - non con facilità, scordatelo non è nel mio carattere... sono figlio tuo - lo accetterò. Io ti vorrò sempre bene, mamma perchè mi hai scelto, cresciuto, amato e protetto e qualunque cosa farai so che sarà per il mio bene anche se... ogni tanto un po' di cibo spazzatura e non essere fissati così tanto sull'essere protettivi, democratici, moderni, moderati ed ecologisti non guasterebbe eh!
Comunque, sia quel che sia, farò del mio meglio per andare avanti con i miei impegni: la cacca (possibilmente nel pannolino pulito o - meglio ancora - a terra), mangiare solo quello che mi va e secondo nessuno schema prevedibile, nè secondo orari programmabili, piangere quando state per uscire o state iniziando a sentirvi in colpa per qualcosa, sbattere i piedi e darvi schiaffi in faccia e poi ridere come se fosse successo per sbaglio, prendere a botte i coperchi e le pentole quando so che il papà è stanco o ha mal di testa (che palle, quasi sempre!), sporcarmi quando sono pulito e spruzzare acqua in giro nel bagno.... insomma, le solite cose.
Sai mamma, io sono più semplice di quello che pensi, non essere così esigente con te stessa... andrà tutto bene, sei brava e so quanto ci ami, a me e papà e sinceramente non c'è nient'altro che conta.
E comunque mamma... anche io ti amo tanto.
Tuo figlio samentill'.

(To be continued)

sabato 6 aprile 2013

Mother care




"Prendersi cura di un bambino è un'impresa creativa, un'arte più che una scienza" 

Bettelheim

lunedì 1 aprile 2013

(Good) Parents


Esistono delle "regole" per essere "buoni genitori"? 
Provo a pensarci e a dire come la penso: 
1. Avere un ottimo rapporto con il partner: è la prima cosa... prima di essere genitori si è amanti e innamorati ed una coppia ed anche dopo, è importante continuare e "ricordarsi" di esserlo; più i genitori vanno d'accordo, più momenti di intimità trovano, più sono capaci di essere coppia, più il figlio sarà un figlio felice.
2. Pazienza, pazienza, pazienza. Ci vuole un'immensa dote di pazienza, di gestione dello stress, la capacità di modulare il proprio nervosismo, la frustrazione, il proprio "senso di fallimento", se no, si si oscillerà tra l'aspettativa esagerata di perfezione e l'idea che nostro figlio sia nostro "nemico" e faccia delle cose "apposta" per infastidirci o procurarci sofferenza.
3. Spingere mio figlio verso l'autonomia, che è un nodo critico per me e già lo vedo nel senso di "possessione" che ho scoperto - mio malgrado - di avere e poi nella difficoltà a rinunciare - per esempio - all'allattamento come se si traducesse in un impoverimento del mio rapporto con mio figlio, anzichè pensare agli aspetti migliorativi e accrescitivi.
4. Uno stile di vita sano, a partire dall'alimentazione, fino allo sport, la vita all'aria aperta, orari regolari di sonno e veglia, abitudini di pulizia sufficienti ma non ossessive. Dare l'esempio, ai nostri figli, di come prendersi cura di sè per insegnare loro a fare lo stesso. Se mio figlio mi vede lavarmi i denti dopo ogni pasto, sarà più facile spiegargli che "va fatto", per esempio. 
5. Offrire stimoli di apprendimento, scoperta, educazione senza aspettarsi che nostro figlio arrivi per forza a certi livelli "prestazionali" o faccia delle cose perchè delle tabelle lo dicono. Ogni bimbo è diverso e impara a fare le cose in momenti diversi della propria vita, è comunque sempre affascinante potervi assistere. 
6. Cercare di essere "alla sua altezza"... imparare a gattonare se lui gattona, a stare seduti se lui ha gli occhi alla nostra altezza, a fare la lotta a terra se vuole farlo. E anche in senso figurato: essere abbastanza forti, autorevoli e presenti ma senza nascondere le mie piccole imperfezioni, i miei difetti. Prima comprende che sono "un essere umano", prima eviterà di soffrire per il senso di realtà.
7. Giocare, ridere, coccolarsi, sporcarsi, mangiare con le mani, fare tante cose insieme.... 
(to be continued)


Family


Così la penso io... 

A simple truth


Love





"L’amore è come un manto di velluto che ricopre le imperfezioni dell’umanità."

Jorge Amado