domenica 8 settembre 2019

inside outside

Posso anche malcelare una certa preoccupazione, posso cercare di controllare i pensieri disfuzionali e ansiosi che vengono a galla, ma un elettrocardiogramma dice comunque tante cose sul mio cuore: dice come io sono capace di amare, quanto ho effettivamente amato, quando sono amata ora, dice cose belle e brutte. Dice quanto ho sofferto in vita mia per il tempo che mi è mancato con un padre o con un amore che tale non era, dice che devo affrontare le situazioni con più calma e non andare sempre giù a muso duro come un ariete. Un elettrocardiogramma è semplicemente una linea per i più, un rebus per chiunque non maneggi qualche concetto di medicina, una curiosa rivelazione per chi cerca di dare un senso a quello che ci accade.
Il nostro corpo, lo sappiamo, è l'espressione fisica di ciò che siamo dentro. Assorbe, decodifica ed esprime i pensieri più profondi, le preoccupazioni, la stanchezza, la felicità, i progetti.
Il nostro corpo, quando presenta qualche piccola sofferenza, ci sta dicendo qualcosa, di noi stessi.
Che io abbia dei timori su questa osservazione, ricevuta quasi per caso, è vero. Che io abbia paura che ogni eventuale approfondimento si traduca nel bisogno di un preciso atto medico è vero.
Ma più di tutto ho paura che non riuscirò mai ad imparare a lasciare andare sentimenti in sospeso, per chi non merita più nulla e invece ancora mi ferisce negoziando amicizia e attenzione come atti formai negati. Ho paura di non riuscire ad imparare a prendere la vita con più calma, a fare un passo per volta, ad acquisire consapevolezza, un pensiero sospeso, più rilassato, più fluido. Ho paura di non riuscire a smettere ad incazzarmi per ogni minuto di ritardo, per un angolo di casa lasciato sporco, per i vestiti e le scarpe abbandonate, ma vi leggo sempre trascuratezza, mancanza di rispetto, di amore.
Ho bisogno di capire cosa succede a me dentro, cosa significa non essere più fertile, oltre al fatto di non avere più perdite di
sangue. Ho bisogno di capire perchè il mio cuore perde qualche colpo, come fare per prendermene cura. Ho bisogno di lasciare andare chi non mi vuole più, chi non può darmi nulla, le piccole ossessioni di ogni giorno, un'idea di cose che non sono così. Ho bisogno di avere il fiato più lungo, il passo più leggero, il sorriso più grande. Ho voglia di stare bene perchè forse tanto bene non sto, al di là di tutta questa idea di essere indistruttibile sempre e comunque.
Come sono arrivata a questo mondo, così me ne andrò. Con più o meno baccano ma lasciando poche tracce probabilmente. In questo spazio di tempo voglio fare tantissime cose ancora.
E tra tutte vivere ancora qualche momento come quelli di questa - a parer mio - notevole estate. Un'estate di grande vicinanza con la mia metà del cielo e con il nostro piccolo portatore di luce.
Sentirmi dire TI AMO e sentirmi dire SEI LA MAMMA MIGLIORE DEL MONDO mi riportano alla luce della salute e della gioia.