giovedì 29 novembre 2012

Transgender


CARO DIRETTORE, che bello quando i genitori non si travestono da mamma e da papà col righello della norma in pugno! Oggi ho voglia di parlare di educazione infantile perché, avendo cercato di farmi venire in mente il nome di un eccellente traduttore inglese che non sento da tanti anni, mi sono ricordato di quella volta che mi raccontò dei suoi due figli maschi che ormai andavano alle elementari. Io ero stato una volta a cena a casa sua, avevo conosciuto la moglie e visto i due bambini che stavano per essere messi a fare le nanne, tra il primo e il secondo ci sarà stata una differenza di due anni, non ricordo altro, a parte un certo che di serenamente volitivo, di guerresco in entrambi. A distanza di un lustro, chiesi al traduttore come stavano i suoi figli e mi disse le testuali parole, "Benissimo, il più piccolo è un transgender pieno di risorse e di fantasia, l' altro è il suo scudiero, lo difende in tutto e per tutto anche se non ne ha proprio bisogno, si sa difendere benissimo da solo". Avendo temuto di non aver capito bene o forse facendo finta di non aver capito affatto, gli chiesi, "Transgender? E che significa? Non fa la terza?", "Che un giorno vuole andare a scuola vestito da uomo e un giorno vestito da donna", "E voi?", sottintendendo ' e voi genitori? ' , "Niente, abbiamo dovuto fargli due guardaroba, così come dopo avere voluto i tamburi da mio padre ha voluto l' arpa da sua nonna materna e va a lezione sia di percussioni che di arpa e adesso ha una passione sfrenata per i venti, al mare si pavoneggia nel suo giubbetto con le borchie e fa il capobanda skinhead di un branco di piccoli delinquenti dei giostrai e in spiaggia si mette il bikini, che fra l' altro c' ha un pisellone per la sua età che farebbe comodo a me con la mia...", e io, "Ma è straordinario! Anch' io vorrei un figlio così, anzi, li vorrei entrambi così, anzi: li vorrei tutti e tre così, visto che due in uno è sempre meglio che la metà di niente. Anzi, avrei voluto dei genitori come te e tua moglie, visto che vi sarebbe toccata addirittura la disgrazia... questo dal punto di vista dei miei, che poi i libri me li bruciavano... di avere un figlio che a sette anni si travestiva da scrittore appendendosi sulle spalle i pochi libri rimediati in giro... da noi libri in casa non esistevano... o legandoseli con la cintura attorno alla vita... a parte quando se ne metteva uno in testa per camminare senza farlo cadere...". E sapete che cosa mi rispose lui? "Grazie, a dirti la verità non sei neanche il primo a farmi i complimenti. Non ci vuole poi molto a essere dei bravi pedagoghi: invece di strappare i suoni che vuoi tu, col rischio di avere in risposta le urla sincopate di una bestiola in gabbia, resti in ascolto dell' umanità per come è ed è fatta. E ti dirò di più: un giorno è vestito da bambina con la gonna scozzese e vuole giocare a calcio e è un capocannoniere da paura, quando è vestito da maschio magari pettina la bambola o le amichette e sembra il più consumato dei parrucchieri di via Montenapoleone, da maschio è maschio al massimo grado e da femmina è squisitamente femminile, in modo naturale, non è un bambino effeminato e non presenta il minimo sintomo di dissociazione, si cambia d' abito indifferentemente come parla inglese, italiano o ebraico, per via dei nonni e della madre, è una bambina dai modi soavi e naturali consapevole di essere anche un bambino rude e manesco, e viceversa, nemmeno si prende sul serio, è il primo a ridere di sé ma se qualcun altro lo derideè meglio toglierglielo dalle mani e, a parte lo smalto per le unghie, mica si trucca, non che ce l' abbia mai chiesto, intendo dire rossetto e mascara e cose così, e non ha neppure i capelli lunghi da bambina, è sempre con la sua rasatura da marine con un po' di cresta in entrambe le mises, a parte due orecchini come ormai hanno tutti i bambini comuni, ma la cosa gli seccava alquanto, tanto che ha smesso di metterseli, dice che è una cosa troppo da maschio quando lui decide di sentirsi femmina; è come avere in casa un Arturo Brachetti in erba innestato su Conan il Barbaro, uno spettacolo di umano mai visto, ed è educatissimo, gentile, spiritoso, affettuosissimo, in sé e per sé non ha alcuna aggressività innata, un portento anche a scuola", "Un privilegio", "Lo sappiamo", "E in che cosa consiste questa sua passione sfrenata per i venti?", "Che sa i nomi e le direzioni di tutti i venti della terra, correnti marine comprese, tu gli dici un mese e un oceano e lui ti dice che cosa scorre sotto e cosa scorre sopra in quel periodo lì, alisei, monsoni, maestrale, scirocco... gli uragani sono il suo forte. Dimmi te che ne fa dei venti all' Arco della Pace in pieno centro di Milano, e il fatto che non se ne faccia niente rende i suoi interessi ancora più meravigliosi. Da grande vuole scoprire un nuovo continente, dice che non è possibile che non gliene abbiano lasciato uno inedito, e tutti i suoi marinai dovranno suonare l' arpa a turni, e che mai deve mancare una musica d' arpa durante tutta la navigazione fino a che non la pianterà nella rena non appena toccato la terra che si ripromette di scoprire, e al ballo mascherato dei bambini si è presentato con una parrucca fluente color verde vestito da polena, suo fratello a reggergli la coda, voglio dire". Io sono troppo pudico per fare certe domande e neppure mi passò per la mente di fargli allora quella domanda che non gli farei neppure adesso, con la differenza che adesso ho bene in mente quella che quasi chiunque vorrebbe fargli: "Visto che va per i nove, dimostra certe tendenze sessuali quando è vestito in un modo o nell' altro?", e sono sicuro che il padre, e anche la madre, mi avrebbe risposto con ogni possibile disinvoltura. Vediamo le possibilità di quella risposta: 1) quando è vestito da uomo dimostra interesse sessuale verso i maschi, 2) quando è vestito da uomo dimostra interesse sessuale verso le femmine, 3) quando è vestito da uomo dimostra interesse sessuale sia verso i maschi che verso le femmine, 4) quando è vestito da donna dimostra interesse sessuale verso le femmine, 5) quando è vestito da donna dimostra interesse sessuale verso i maschi, 6) quando è vestito da donna dimostra interesse sessuale sia verso le femmine che verso i maschi, 7) sia che sia vestito da maschio che da femmina dimostra interesse sessuale esclusivamente verso i maschi, 8) quando è vestito sia da maschio che da femmina dimostra interesse sessuale esclusivamente verso le femmine, 9) sia vestito da maschio che da femmina non dimostra alcun interesse sessuale né per i maschi né per le femmine. "E", avrebbero aggiunto i genitori all' unisono o ognuno per conto suo, "non c' è una sola tendenza sessuale e nemmeno la più totale assenza di qualsivoglia tendenza sessuale che sia preferibile a un' altra, se è la sua per ora o per sempre è anche quella che è migliore per noi, mica è la nostra vita, è la sua, e è giusto che ai suoi parametri emotivi ci arrivi da sé. E ovviamente siamo disposti a sbranare chiunque osasse interferire nella sua crescita e nelle sue scoperte personali". Penso alla fortuna di quel bambino, e a quella di suo fratello che ne difende la libertà di espressione chissà contro quali sberleffi (e chissà se a prezzo di quanti pugni dati e presi), e mi dico che la sua infanzia sarà stupenda per tantissimi motivi: a) gioca con la mente estetica del suo corpo e ha il coraggio di seguire il proprio istinto camaleontico a dispetto della società di bambini bacati dal machismo con cui entrerà in contatto, b) godrà di una miriade di sinapsi poetiche, civili e politiche come raramente accade a un bambino, che pur di per sé ne ha a miliardi, c) l' avventura può esaurirsi o decidersi nella pubertà per un versoo per l' altro (ci si può vestire da uomo essendo un uomo e tuttavia travestirsi comunque, da troia di regime, per esempio) senza conseguenze visto che in questo caso una sicura infelicità o tragedia permanente è stata azzerata sul nascere, perché non ha dei genitori pazzi scatenati che lo portano da uno psicologo più pazzo di loro che lo imbottirebbe di farmaci o che, addirittura, dietro silente richiesta dei genitori pazzi, lentamente lo eliminerebbe dalla faccia della terra in quanto "vergogna genetica", d) non deve essere per forza un genio né deve riscattarsi da niente, sarà però una persona forte, già temprata agli assalti sociali più imprevisti e più previsti, e di per sé non votata comunque alla mediocrità, e) sarà quel che sarà o che avrà voluto essere senza castrazioni genitoriali e senza covare quella suicidale sete di vendetta contro il mondo che ti fa sciupare la vita. E una profonda riverenza anche a suo fratello.

giovedì 22 novembre 2012

Eleven

Undici mesi fa ero in attesa di te. Una pancia grande, l'ombelico in fuori, facevo yoga, mangiavo quel che potevo vista la continua acidità di stomaco. Mi sentivo però bella, felice, appaga, spensierata, contenta, trepidante e per niente spaventata dal parto. Oggi tu ci sei, esisti nella tua fantastica fisicità, ti muovi nello spazio della nostra vita e del mondo con la tua incredibile vitalità e dolcezza, sei un bimbo favoloso, come mai avrei potuto sperare di meglio. Cosa ci potrebbe essere di meglio? Ciò che è diverso, semmai, è che sono un po' meno spensierata, ma non per colpa tua, perchè il mio, di papà, è in ospedale, come un animale ferito, nel corpo e nell'orgoglio, che cerca di superare la paura dell'inevitabile, di essere positivo, calmo ma conoscendolo, so che non è facile. Tu mi hai dato tanto e continui a darmi tanto, così tanto che a volte mi sembra di non meritarlo. Ed io ti amo immensamente per questo e cercherò sempre, ogni minuto della mia vita, di esserci per te come tu oggi ci sei per me. Perchè un genitore commette sempre degli errori, dal primo singhiozzo di vita, ma deve esserci, nel bene e nel male, per i suoi figli, perchè loro un giorno ci siano a loro volta. Questo significa essere una famiglia. 
Buon complimese, figlio mio, sei la mia luce. 
 

giovedì 15 novembre 2012

Wonderful

Vi sono cose, a questo mondo, che sono belle. Indiscutibilmente ed oggettivamente. E ogni tanto bisognerebbe fermarsi ed osservarle, nei diversi momenti dell'anno, perchè - mentre la vita va avanti - loro sono li, semplicemente se stesse, in tutta la loro bellezza a non chiedere altro che di dare un po' di piacere.

Family

E' notizia di oggi: scontri in tutta Europa, studenti in rivolta, otto arresti in Italia, ragazzi picchiati coi manganelli. Alluvioni, interi paesi sotto l'acqua, migliaia gli esodati senza lavoro, aumenta la violenza, aumentano i disoccupati, situazione politica per aria, candidati corrotti... ma in che mondo ti ho messo al mondo, figlio mio? 
Io che avrei voluto girare il mondo, zaino in spalla con dentro quaderni per gli appunti, stilografica, macchina foto e tutte le mie speranze. Io che avrei voluto diventare medico ma ho avuto troppa paura di confrontarmi con gli altri ma più con me stessa e ho virato verso altro (che comunque mi è piaciuto ma non ha mai cancellato il mio senso di paura). Io che avrei voluto avere una famiglia numerosa, ma davvero numerosa, quattro, cinque figli, tutti cresciuti nella natura e nel disordine della propria creatività un po' ubriaca. Io che avrei voluto essere magra quando ero grassa ed essere muscolosa quando ero troppo magra e non ero mai giusta al momento giusto. Io che ho studiato per capire e apprezzare le persone per quello che sono, nel bene e nel male ed oggi scopro il male vero, nel mondo in cui vivo. Io che sono cresciuta negli anni ottanta dove c'era bim bum bam e i paninari e niente ti faceva male veramente ma poi se avevi (come me) un padre picchiatore allora erano cazzi amari ma comunque credevi che tu - anche se non scappavi mai di casa - avevi tutte le chances del mondo. 
Ho provato a farti piangere, figlio mio, per "insegnarti" ad autoconosolarti (dicono i sacri testi), ad essere autonomo, a farti una notte di sonno senza dover stare attaccato a me come un'appendice anomala e insufficiente a se stessa. Ho messo i tappi nelle orecchie, la cuffia antirumore ma sentivo lo stesso le tue urla e i tuoi pianti. Ho provato a dirmi che forse dovevo insistere perchè certamente ci sarebbe voluto un po' di tempo perchè tu... imparassi a non contare su di me. Mi sono spostata in un'altra stanza, ho chiuso la porta, tappi nelle orecchie e cuffie ma ti sentivo lo stesso. Mi  è venuto in mente quello che mi ha raccontato una mia amica davvero speciale, un episodio in cui piangeva da sola in una stanza ed era davvero piccola. 
Ed io ti sentivo davvero ma forse non ti stavo sentendo con le orecchie, ma con qualcos'altro di più grande. 
Non ce l'ho fatta più, sono tornata da te e tu mi hai abbracciato stretto ed io ho guardato fuori dalla finestra, era buio, l'una di notte, la luce della luna attraverso i rami irradiava un'atmosfera intima e bella. Ed è stato allora che ho capito che a fare la mamma nessuno nasce imparato, ma che stiamo cercando insieme, tutte e due, a capire come si fa ad essere noi due. Io che pensavo di insegnarti a stare da solo, tutta la notte, ho imparato da te che vi sono cose che si possono e si devono dare ancora. Non posso garantirti nessuna sicurezza economica, nessuna pace nel mondo, un ambiente verde e bello, ma posso prometterti un abbraccio, quando ne hai ancora bisogno. E ne hai ancora bisogno. Come ne ho bisogno io.


mercoledì 7 novembre 2012

Letter to my son

Caro figlio mio,
mio adorato bambino, ti scrivo per chiederti di aiutarmi a capire come devo comportarmi con te. Mi spiego meglio: devo aiutarti a conquistarti la tua notte di sonno autonoma e senza interruzioni per poter essere più indipendente, per imparare ad autoconsolarti o devo ancora portarti in grembo e darti il seno ogni volta che lo chiedi perchè non è ancora il tuo momento? 
Stai facendo davvero molte cose, figlio mio: cammini, metti su i denti, ti avvicini (con sospetto) all'esperienza del mangiare, ogni giorno scopri una forma nuova, un colore, un sapore. Forse quella della notte di sonno non è ancora una cosa che sei in grado di fare.
Allora ti chiedo di aiutarmi a capirti perchè per quanto possa leggere tutti i libri del mondo siamo solo tu ed io che sappiamo come sta girando in questo momento. 
Guardiamoci neglio occhi, prendiamoci il tempo che ci vuole e cerchiamo di capire cosa sia meglio per te. 
Vorrei che tu fossi sicuro - sempre - che io e tuo padre ci saremo sempre e sempre cercheremo di fare ciò che è meglio per te e - a volte - sbaglieremo ugualmente.
Ma se tu ci dai una mano, potremo essere forse un po' più preparati e capire meglio chi sei. 
con amore,
tua mamma.     

God bless you

 Four more years!!! 
Thank you Barak, I felt American for a day!
And the best is yet to come...

venerdì 2 novembre 2012

Sleepest

Praticamente i conti sono presto fatti: sono esattamente 317 giorni che non dormo una notte intera. Non dico otto o nove ore, anche solo 4-5. E dire che sono pure una che non è che ama dormire chissà che, una patita del sonno ad oltranza, anzi, per me il dormire tanto è una "perdita di tempo". Mi basterebbe giusto quel tanto per consentire al mio corpo di ripigliarsi un po'. Stanotte, poi, ho avuto pure il pensiero di prendere una tshirt e tagliarla al posto dei seni, così non devo nemmeno alzarla di notte per allattare mio figlio. Allattare, calma. Più che allattare nel senso di "nutrire" si tratta praticamente di coccola, relazione, possesso, conferma di presenza chiamatela come volete. Ma rasenta qualcosa di folle. Un po' come "noidue", i g e n i t o r i che facciamo grandi progetti di installazione nel suo lettino bello comodo caldo ed accogliente e quando lui praticamente è svenuto ed è già in fase oltre rem in modo inequivolcabile, con un movimento appena percettibile quasi rallentato lo iniziamo a collocare nel letto, spalanca gli occhi, inarca la schiena ed inizia immediatamente a piangere disperato. Non sappiamo ancora se ha un sensore da inclinazione e appena superi una certa gradazione parte il meccanismo, se ti legge nel pensiero o che cosa. E' qualcosa di sovrannaturale. A quel punto che fai? hai due possibilità: lo lasci nel lettino ad inondarsi di lacrime e farti impazzire per i decibel (chi non ha mai sentito un bambino piangere disperato sorride ma non capisce di cosa stiamo parlando), oppure lo riprendi in braccio ed il piccolo tiranno conquista una nuova tacca nel suo trofeo. A quel punto, ricollocato sulla nostra spalla, si raddormenta sereno. Quasi un anno intero senza dormire una notte, non sono cose belle, vi assicuro. Cominci a sragionare ad avere pensieri disconnessi, piccoli tic, carenze di appetito oppure una bulimia senza precedenti, nervosismo e voglia di urlare ma più che tutto - cavolo - di giorno non riesco a dormire. Cioè, posso anche svenire, per un po', sul divano, ma mi sveglio ancora più incazzata, stanca e con un bel mal di testa.
Che ci volete fare? E' prorio vero? Le mamme non dormono, non si ammalano, non si riposano mai.
Ed ora... si è svegliato!!!