domenica 15 novembre 2020

Somehow. To be happy

Una visione che tende ad essere mono focale a lungo andare impigrisce l'occhio. La visione, come tutti i sensi, va esercitata, come quando, dopo lunga permanenza nel buio, esci alla luce vivida del sole e gli occhi si emozionano, disabituati a tanta brillantezza. Così mi sento, ultimamente, in cerca di sprazzi di luminosa bellezza, di profonda meraviglia. La luminosità di un paesaggio autunnale, con le foglie dorate che danzano alla luce di un novembre insolitamente mite. La bellezza di un abbraccio pieno, di quelli che ti tengono dentro e fuori, tutta insieme, come se fossi in un gesto di fusione e di poesia. 

E' un periodo particolarmente tetro, triste, per quanto nasconda anche alcuni aspetti interessanti e curiosi. Viviamo in una sorta di sovrastruttura sociale che tende a nasconderci la bellezza delle cose attorno e dentro di noi. Ma poi accade, quasi per miracolo, che qualcosa o qualcuno vibra dentro di noi. E proprio lì in quel momento, in quel punto, viene stimolato il senso di meraviglia, di felicità.

Ho visionato un video che mio figlio ha girato a se stesso, con l'ausilio del treppiede. Non credo che intendesse girarlo per me e suo padre, semplicemente vuotando la memoria lo abbiamo trovato. 

Ed ecco, quel momento di bagliore si è presentato: mio figlio, davanti alla telecamera, nel piccolo dei suoi (quasi) nove anni, che proclama il suo inno personale alla felicità, raccontando delle piccole cose che vive in questo momento, dichiarandosi fortunato e chiedendosi se lo sarà ancora in futuro. 

Sono uscita, in quel momento, come un cammino a piedi nudi nel bosco, alla vista di quella meravigliosa bellezza della vita che va avanti, della felicità che esiste, nonostante tutto. Nonostante la paura, che ci iniettano ogni giorno in ogni modo possibile, con un'ostinazione che ha del commovente. Nonostante la limitazione personale, nonostante uno stato del (non) diritto, nonostante la perdita di un lavoro, nonostante mille altre domande senza risposta. 

Il mio nervo ottico ha visto e creato dentro di me una traccia che ha nutrito tutti i sensi, dentro e fuori. Ho provato la felicità che lui, in parole semplici ha descritto. Perché comunque, nonostante tutto, tutti noi abbiamo diritto di trovare la luce abbagliante della gioia, all'interno di tanta oscurità.