venerdì 15 febbraio 2019

First valentine

Capita che dopo che tu non hai mai festeggiato la festa di San Valentino perchè eri già pervasa da una sorta di ostracismo decadende, da una diffidenza un po' cinica verso queste feste così "commerciali", tuo figlio di sette anni ti ricorda cosa sono il romanticismo e la semplicità.
Si, quella piccola grande persona che hai assemblato nel tuo piccolo mare per nove mesi ti ha di nuovo insegnato qualcosa: il romanticismo esiste e passa attraverso un pacchettino comprato in cartoleria per lei e una bustina piena di cuoricini fatti a mano, colorati uno ad uno, due bustine di adesivi dato a lui.
Ecco. Tutto un mondo dietro un gesto così bello, pulito, semplice, tenero, profondo e che spero non dimenticare per il resto della mia vita. Perchè se questa magia è potuta succedere è successa perchè qualcosa di bello dentro questi due bambini c'è. Una luce, una stella di ardente voglia di provare qualcosa che nemmeno loro capiscono fino in fondo.
Tante volte nella mia vita ho voluto capire cosa sia l'amore. Ecco cos'è l'amore: la voglia di scambiarsi un gesto tenero senza nemmeno capire che un battito di farfalla muove un mare dall'altra parte del mondo. L'amore muove tutte le cose. Nel mio mondo, senz'altro. Grazie amore mio.

martedì 12 febbraio 2019

Difficoult to say

Mi rendo conto che le cose veramente difficili da spiegare a mio figlio non sono cose tipo:
- perchè devi lavorare?
- esistono davvero gli ornitorinchi?
- Se in una frase ci va Gli o li
- 26 meno 18
- Come sono nato?
- Posso rinascere animale?
- E dopo che sono morto animale posso nascere oggetto?
Le cose davvero difficili sono spiegarli cosa sia la LIBERTA', la CATTIVERIA, l'importanza di chiedere SCUSA e COME STAI e dove senti le emozioni.
Le cose che faccio più fatica a spiegargli sono quelle che appartengono al nostro sistema di valori, alla misura in cui noi regoliamo i rapporti, il nostro mondo interno, la nostra emotività.
Quando gli spiego di fare attenzione se uno sconosciuto si avvicina e cerca di toccarlo, afferrarlo o offrirgli qualcosa e mi chiede "PERCHE'?" dopo che gli ho spiegato per una vita di essere socievole è un gran casino. Spiegargli perchè mi sono sentita ferita quando ha strappato il disegno che aveva fatto per suo papà che era in ospedale, spiegargli che le persone ti possono escludere da un gioco ma non ti rifiutano come persona.
Le cose più difficili da spiegare sono le più importanti, le più delicate.
E un'altra cosa ho capito, grazie a mio figlio: i nostri figli, che che ne diciamo, finiranno sempre per assomigliarci un po'. Non solo in quel taglio degli occhi, nel punto in cui si trova un neo o la forma del naso ma nel modo in cui diventano a volte arrabbiati o prepotenti, nel modo in cui manipolano gli altri, nel valore che danno ad una cosa piuttosto che ad un altra.
Ed anche in questo devo ringraziarlo perchè, tramite lui, capisco delle cose di me che mi erano sconosciute o dalle quali mi stavo difendendo. I bambini semplificano sempre perchè il loro modo di comprendere il mondo è così e così facendo trovano sempre una chiave di lettura che a noi grandi, inquinati da anni di rivendicazioni, sofferenze, idiozia, sfugge.
Mentre io penso di spiegargli le cose, dunque, è lui che sta aiutando me a comprenderle.

lunedì 11 febbraio 2019

Strange moment

Un periodo strano per me questo. Un periodo in cui mi sento molto "fragile" ma anche stressata da alcune cose, in particolare dalla mia vulnerabilità rispetto a certi rapporti di amicizia.
Forse amicizia è anche una parolona, non so. Cos'è "l'amicizia"? Il termine, dal greco φιλία, si incontra nella filosofia greca dapprima come concetto fisico in Empedocle con il significato di FORZA COSMICA e insieme di divinità, che spinge in armonica unità gli elementi (aria, acqua, terra e fuoco).
Più ancora mi piace il concetto di Montaigne che definì l'amicizia come una "SERVITU' VOLONTARIA", come il legame tra i più profondi proprio perché disinteressato, che si instaura tra esseri umani (e animali?).
Un periodo strano perché, a conti fatti, laddove ho sempre "my person", la mia "best friend" che è l'amica migliore che potrei desiderare e la amo con tutto il cuore, ho conosciuto anche altre persone, nell'arco dell'ultimo anno, con cui ho stretto un legame forte (BOND... dall'inglese "nodo, legame"), con cui condivido idee, ideologie, interessi e linguaggi.
Dall'altra parte sono rimasta molto delusa da un'amica con cui ho condiviso molto tempo libero nell'arco dello stesso ultimo anno in particolare, una persona a cui mi sono avvicinata per curiosità, per comunanza di figli a scuola, per tenerezza. La sua vita, che mi è apparsa spesso infelice e incasinata, ha mosso la mia tenerezza e il mio bisogno di accudimento, così l'ho trascinata a volte in maniera un po' perentoria a fare un aperitivo o una "fuga" dall'ordinario ma poi lei - regolarmente - tornava alla SUA vita. Ed è qui forse che si è creata la prima crepa: lei non è mai diventata quello che "volevo", pensavo, mi aspettavo, nonostante sembrava che in qualche modo implicitamente, me lo chiedesse. Non ha funzionato quel principio chimico che dice che due sostanze, a contatto, si influenzano vicendevolmente. E' rimasta sempre ineluttabilmente se stessa, in tutto e per tutto, senza essere minimamente scalfita dal mio entusiasmo o dal mio egoismo, che dir si voglia.
Credo che lì in quel momento, avrei dovuto riconoscere quello che era davanti ai miei occhi; non tutti hanno voglia di cambiare la propria vita, per quanto triste possa essere, il proprio punto di vista, per quanto scomodo sia, il proprio modo di divertirsi e relazionarsi, per quanto sempliciotto sia.
Questo rapporto mi ha molto stressato, ha dissipato energia, mi ha fatto sentire fragile e triste, derubata dall'idea di essere importante anche per lei o forse è solo una brutta ferita narcisista che mina l'idea che siamo così speciali che non possiamo che esserlo per tutti. Non è così e non è semplice come dice mio figlio "chi non ci vuole non ci merita", a volte noi meritiamo di non avere alcune persone perché quelle persone - semplicemente - stanno bene senza di noi. Anche senza di noi, quasi senza alcuna differenza.
Ognuno ha i propri punti di riferimento, i propri pilastri, i principi  che guidano il nostro cammino, la nostra vita, i nostri parametri di felicità, le nostre curve di onnipotenza, la nostra "comfort zone", le nostre fragilità, delusioni, la nostra stanchezza. Le lacrime, nel mare, si disperdono, sulla terra si evidenziano. Tutto sta alla sostanza in cui siamo immersi, se è luce o buio, se è gioia o tristezza.
Non fa differenza quello che si vede fa differenza quello che si sente.
Ed io mi sento felice, perché di ogni emozione faccio tesoro, traccia, ogni sensazione custodisce un segreto profondo su di me, sugli altri, sulla rete che costruiamo insieme alle persone con cui entriamo in contatto. Conservo ogni amicizia, ogni persona dentro di me come una piccola stella.
Che si veda o meno, c'è. Che duri per sempre o si spenga dopo poco, c'è stata.


lunedì 21 gennaio 2019

Child logic

"Mamma ma oggi vai a lavorare?"
"Eh si amore vado a lavorare...stamattina sono pure da sola quindi devo aprire io l'ambulatorio".
"E che succede se non vai a lavorare?"
"Succede che probabilmente qualcuno sarebbe scontento di me"
"Ho capito. Ma perché devi lavorare?"
"Perché ci servono i soldi per vivere amore... per mangiare, per il riscaldamento, per i vestiti.."
"Ma il frigo è pieno di roba da mangiare!!"
"Si amore ma poi il frigo prima o poi si vuota no?"
"Eh va beh quando è vuoto vai a lavorare!"
La logica dei bambini.


"Mamma mi spieghi come sono nato?"
"Come sei nato o come sei stato concepito? Cioè come sei uscito dalla mia pancia o come ci sei arrivato"
"No, come sono stato concepito"
Gli spiego quindi con parole semplici come siamo concepiti, cosa sono i testicoli, la vagina, gli spermatozoi e poi gli mostro un video che illustra tutte le fasi dal concepimento, all'embrione e quindi lo sviluppo del bambino, fino alla nascita.
E' affascinato, interessato, ogni tanto mi chiede "ma anche io ero così?" e poi ride, poi tace.
Alla fine del filmato chiedo se ha capito tutto e sento che piagnucola. Gli dico "Che succede amore, perché piangi?"
Mi dice "Mi sono emozionato tanto mamma".
Lo abbraccio forte e gli dico che lo amo, che papà ed io gli vogliamo tanto bene, lo abbiamo desiderato tanto e gli saremo sempre vicini.
Le emozioni dei bambini.

domenica 30 dicembre 2018

small family big (healthy) heart

Rassegnati all'assenza di neve, disperati dall'assenza di pioggia che impone un'aria secca, malsana, carica di batteri, che fa ammalare e fa sentire indifesi di fronte a questo dicembre così carico di angoscia e di paure, così saturo di preoccupazioni... un dolore che diventa indecifrabile e conduce là dove sembrava tutto risolto e poi per fortuna era "niente". Ma cosa è un dolore al cuore che non è "niente"? Una cosa normale? Cosa è un dolore "normale"?
Un dolore di vita, di attività fisica, di piacere, di entusiasmo?
Come prendersi cura di un cuore così spaventato?
Cibo, attenzioni, attività fisica, contatto umano, meditazione, qi gong, musica, piante, giochi e letture, credo.
Dicembre in famiglia, anche con una parte di famiglia d'origine, quella che segue ancora le tradizioni, i ritmi, le date.
L'altra, quella sfilacciata, distante, altalentante, non si è vista, quasi non si è sentita.
Rimane lì come un regalo inutile che tieni solo per non offendere ma che ogni tanto rispolveri per ricordarti chi te ne ha omaggiato.
Rimane solo lei, la progenitrice, quella il cui ventre ti ha partorita e ti ha resa in qualche modo quello che sei oggi, in tutto e per tutto. Quando lei non ci sarà più, probabilmente anche il soprammobile si raccoglierà di polvere.
E poi restiamo noi tre, la nostra piccola e preziosa famiglia, fatta di tante cose, abitudini, scherzi, racconti e piccole paure, scazzi, debolezze. Una piccola famiglia di soli tre di noi che cresciamo insieme ed invecchiamo insieme ed insieme cerchiamo di imparare sempre qualcosa anche se a volte sembra che non cambiamo mai. E di noi lui è il trionfo delle nostre ambizioni, delle nostre paure, delle nostre speranze e anche di un po' di egoismo. Lui è quello che può incarnare noi due dentro un corpo altro da noi, diventando qualcuno di interessante come già sembra e spazzando via tutto il nero che altrove c'è.
Un dicembre che non mi sento di sospirare duri più del necessario, perchè voglio iniziare di nuovo a vivere con leggerezza, speranza, disincanto, forza ed entusiasmo le normali paure, le normali difficoltà e i normali dolori dell'esistenza.
Tutte quelle sensazioni che ci fanno sentire vivi.