Tutto accade per una ragione. Dicevano i latini OMNIA CAUSA FIUNT. Qualcuno potrebbe dire NIHIL FIERI SINE CAUSA POTEST (nulla accade senza motivo) ma in sostanza quello che è interessante è quanto siamo in grado di collegare ciò che accade dentro di noi con ciò che si manifesta esternamente come sintomo, emozione, malessere, gaudio o esternazione?
Ippocrate di Kos fu il primo medico dell'antichità ad ipotizzare la relazione tra malattia ed emozioni e trovo davvero interessante poter abbracciare l'idea che le nostre malattie, sono (o possono essere) espressione dei nostri malesseri interiori ed emotivi, delle nostre inquietitudini, delle nostre piccole o grandi infelicità.
Se questo sembra da un certo punto di vista complicare il trattamento del sintomo, dall'altra rappresenta un'avvincente incoraggiamento alla scoperta di se stessi.
Il nostro corpo comunica con noi, ci parla attraverso i propri suoni, movimenti, sensazioni, sintomi e a seconda della zona del corpo che ci parla, ci viene trasmessa una o l'altra cosa.
Assistere perciò al dolore di una persona che ami, che si trova nella frustrante situazione di rimettersi in piedi dopo un momento di paura, sofferenza e crisi è davvero difficile ma è una sfida che mi sento di affrontare e voglio affrontarla nel migliore modo possibile perché sono convinta che il modo in cui si viaggia e il modo in cui ci si attrezza per viaggiare, fa la differenza nella meta che vogliamo raggiungere. Per cui sono curiosa di capire ed ascoltare questo corpo che si sta riprendendo e sono certa che lo farà nel modo migliore possibile.

