sabato 27 gennaio 2018

Able to do

"Mamma" mi dice "volevo giocare a pallone a scuola ma i bambini più grandi non mi hanno lasciato perchè dicono che non sono capace. Non sono capace a fare niente". Uno dei drammi che un genitore deve affrontare è il momento in cui tuo figlio, confrontandosi con gli altri, scopre i propri limiti e fatica a capire le proprie potenzialità. Allora, sotto le coperte, abbracciati, gli ho detto che a volte i bambini più grandi non hanno voglia di giocare con quelli più piccoli. Non è colpa di nessuno, ma dipende dal fatto che magari hanno voglia di fare un determinato gioco che non comprende di insegnare le regole, le mosse, i trucchi. Così come lui non avrebbe voglia di giocare con un bambino più piccolo che non conosce il modo in cui lui gioca con i suoi coetanei. Poi gli ho chiesto cosa sa fare bene. Una lista scarna e per certi versi divertente: so cambiare canale alla tv, so giocare ai giochi sul tablet, so salutare le titte, so fare delle posizioni di yoga, so colorare e disegnare, so andare a scuola senza fare le lagne. Sono sette cose. Gli ho fatto notare che sa fare molte altre cose ma che ora non gli vengono in mente perchè le sa fare così bene che sono diventate naturali. Ci sono anche tante cose che non sa fare perchè le deve ancora imparare o non le imparerà mai chi lo sa.
Mi ha fatto piacere, ad esempio, quando mi ha detto che non pensava che leggere fosse così bello, così come quando mi dice che in palestra non ha vinto la gara di saltare quando arriva la palla legata alla corda ma si è divertito lo stesso e l'importante è quello. A volte è capace di ragionamenti così adulti, così veri e semplici che mi commuove e mi fa sentire bene. So che privarlo di qualunque frustrazione o delusione è sbagliato perchè sono quelle cose (anche) che lo aiutano a crescere, ma a volte è difficile resistere alla tentazione di rendergli la vita più facile e più semplice. Sono sicura, però, che tutte le cose che pensa di non saper fare, le imparerà e so che la cosa che vorrei imparasse prima di tutte è di non arrendersi e non misurare se stesso sugli altri.