mercoledì 2 novembre 2016

So that's it?

"La televisione pubblicizza la normalità come se l'avesse inventata, e ti fa sentire fuori luogo se non ti adegui. Non fa altro che venderti materassi tutto il girono, ti dice che il sonno è fondamentale per avere una vita regolare. Ha ragione, ma siamo certi che è il materasso a farti dormire bene?"
(Darinka Montico "Walaboutitalia" edizioni dei cammini)

Allora, è tutto deciso?
Allora siamo davvero fuori tempo?
Siamo così fuori tempo massimo, così fuori "età" che dobbiamo per forza di cose continuare a fare quello che stiamo facendo, seguire
gli stessi binari, 
gli stessi ritmi, 
le stesse facce, 
le stesse attività,
le stesse fatiche,
grattando faticosamente qualche piccola soddisfazione "quaela" 
quando si riesce
...

Quindi è così? 
Siamo contenti perchè: 
prendiamo uno stipendio tutti i mesi
compriamo cose
mangiamo fuori se ci va
ci circondiamo di oggetti
abbiamo la macchina
dormiamo sotto un tetto
abbiamo l'acqua calda e il phon
abbiamo la tivu (che non guardiamo quasi mai, ma nel caso...)
abbiamo il tablet
abbiamo un conto in banca (e un mutuo)
abbiamo il telefonino
abbiamo il forno, la lavatrice e la lavastoviglie
facciamo cose, vediamo persone.  
Quindi è così? Siamo "fuori età" per diventare rivoluzionari di noi stessi? 
Non possiamo cambiare nulla se non pettinatura, scarpe, palestra o stile alimentare?
Non possiamo perchè abbiamo un figlio, un conto in banca (ventiannidimutuo), un lavoro "stabile" (e oggi chi lo trova più?), una famiglia, delle r-e-s-p-o-s-a-b-i-l-i-t-à ?
Non è proprio possibile fermarsi un momento a ragionare, capire, sviscerare, sognare se qualcosa di diverso è fattibile,? Cosa non lo so cazzo non ci ho pensato fino in fondo, so che sento un'inquietitudine di fondo, qualcosa che "prude" nella pancia e mi fa dire che forse qualcosa stiamo dimenticando per strada, qualcosa di importante, che forse potrebbe fare la differenza tra la vita di ora e: 
LA VITA.

E non sto parlando del matrimonio, del figlio, dell'aumento di peso, di cose banali, clichè e stupidaggini sulle crisi del quarto anno, del sesto anno del minchia di anno, sto parlando dei nostri sogni, di quello che ci piace fare: cucinare i biscotti, fare disegni, modellare ceramiche, conoscere persone nuove e frequentare quelle vecchie, leggere libri, fare yoga, ascoltare musica, camminare in spiaggia, preparare bonsai, respirare l'aria dei boschi, camminare. Sto parlando di aumentare le possibilità di fare le cose che ci piacciono per diminuire le occasioni in cui dover fare quelle di cui non mi frega niente, ma proprio niente, cose che non depositano niente dentro di me.
 Possibile veramente che non si possa nemmeno parlarne?
Iniziare una piccola, significativa, rivoluzione dentro di noi?
Una vita "normale" per noi.