Lo devo confessare: penso a volte di essere una brava mamma solo quando LUI sta bene. Quando non sta bene, a meno che non si tratti di malattie esantematiche o di operazioni, faccio proprio fatica a capire cos'abbia, ad essere accogliente e calma. E siccome a volte per lavoro "valuto" la capacità genitoriale degli altri, cosa faccio, valuto la mia? Una domanda che pongo spesso ai miei pazienti riguarda l'accudimento che hanno ricevuto dalle figure "di riferimento" durante episodi di malattia o malessere fisico. Cosa direbbe mio figlio di sua madre rispetto a quando, a 4 anni, 4 mesi e 5 giorni, si è svegliato una mattina piangendo e lamentando male alle orecchie, ma proprio tanto male da-uno-a-dieci-sette e lei, la madre degenere, prima lo ha minacciato di farlo sottoporre a probabili punture in ospedale per valutare se fosse vero che non stava bene, poi - alzando il tono di voce - gli ha intelligentemente di essere razionale e di smettere di piagnucolare se no il suo malessere sarebbe probabilmente cresciuto? Provo vergogna, tanta tanta vergogna.
In questo caso devo dire che il padre del di lui figlio, si sa comportare in maniera più adeguata, gentile, paterna, a parte il fatto di avere acquistato una tachipirina per neonati (la nostra era scaduta...) e dopo, quando è andato a comprare quella corretta, non ha chiesto il dosaggio così abbiamo dovuto leggere il bugiardino enciclopedico per conoscere il dosaggio che (parentesi) la pediatra mi aveva già indicato al telefono ma ero così agitata e infastidita che non ci ho nemmeno fatto caso.
Provo vergogna e devo proprio confessare che non mi sono fatta una buona impressione.
Sono anche imbarazzata dalla certezza che mio figlio non ne è stato traumatizzato e mi vuole sicuramente bene come prima ma questo non lenisce, semmai peggiora, il mio metro di valutazione.
Cercherò di compensare non so come non so quando forse forse semplicemente accettando l'idea che anche io, a volte, vado in tilt e ho bisogno di aiuto, di sostegno, di sentire che non dipende tutto da me. Per cui grazie, papà che oggi c'eri e che sei stato calmo, tranquillo, sereno. Luvya
