
"Cosa hai mangiato a scuola?" chiedo a mio figlio (quasi) ogni giorno. Come se non lo sapessi! MI prendo il menù settimanale da scuola e lo guardo ogni giorno. Però glielo chiedo lo stesso. Voglio sapere se ha mangiato e se quello che ha mangiato gli è piaciuto. Perchè se ha mangiato e gli è piaciuto, va tutto bene. E lo stesso chiedo a mio marito quando mio figlio è stato con lui per i pasti. Se ha mangiato a sufficienza va tutto bene. Se rientro a casa e non ha ancora mangiato o se ha mangiato stronzate (vedi sotto la voce "junk food") mi sembra che non siamo stati "bravi genitori". Ma è così fondamentale il rapporto col cibo? Intendo: certo che è fondamentale. Il cibo è nutrimento, energia, salute e allo stesso modo può essere un problema. Io che ho mangiato latte intero di vacca e burro e wurstel anche a merenda quando ero piccola e poi, con la pubertà ho fatto i conti con le calorie che invece di dissiparsi si accatastavano nelle mie membra e con il potere consolatorio del cibo, ho iniziato ad avere con questa fondamentale presenza della nostra vita un sacco di problemi. Dieta weight watchers, scarsdale, disintossicante, proteica, del minestrone, del fai da te. Le so tutte!! E aggiungici il fatto che mia mamma non è stata mai nè una gran cuoca nè una persona particolarmente attenta al potere nutrizionale, nè a casa nostra c'era una "cultura del pasto come momento conviviale" (vedi sotto la voce tutti con la faccia sul fumetto a tavola). Non do la colpa a nessuno ma ANCORA OGGI il cibo, per me, è amico e nemico. Ho raggiunto, con gli anni, una consapevolezza maggiore sia delle proprietà del cibo sia dei rischi nascosti, ma - lo stesso - non ho raggiunto ancora il "nirvana" gastrointestinale ottimale per poter vivere serenamente SEMPRE tutto quello che entra nel mio esofago. Dovrò farci sempre i conti io penso, perchè prima era la pubertà ora sarà la menopausa, ma il mio corpo è un corpo che immagazzina quindi posso incavolarmi fin che voglio, anche se posso dire che "UNA VOLTA" sono arrivata a 58 chili, probabilmente non accadrà più. Sarei più felice se pesassi 58 kili? Quando lo ero, in una "vita precedente", non lo ero per niente. Ora, non lo so.
Mangiare è bello ma è importante mangiare bene, le cose "nutrienti" (non esiste il concetto di "naturale" secondo me), le cose equilibrate, ma facendo felici non solo i nostri neuroni ma anche le nostre papille. E mio figlio, in tutto ciò, è spesso più saggio di me: se ha fame mangia e sa anche cosa mangiare. Se non ha fame non mangia.
Sempre tutto da imparare da questo ometto.