
Uscita da scuola materna, ore 16:20. Vado a prendere mio figlio e - come spesso accade - c'è solo lui con un altro suo compagno di scuola ad aspettare i genitori. Spesso l'altro bimbo ne fa una questione di "competizione" su quale mamma arriva prima e quasi sempre sono io a farlo. Ieri, però, la competizione ha raggiunto livelli che mi hanno davvero impressionato: il bambino, come mi ha visto da dietro il vetro della porta, si è trasfigurato e ha iniziato a piangere. Ero mortificata, mi sono pentita di non avere atteso ancora magari dieci minuti per andare a prenderlo e non sapevo che fare perchè nel frattempo mio figlio mi è corso incontro. Siamo quindi andati nello spogliatoio dove, con estrema lentezza, ho tolto il grembiulino a mio figlio, gli ho messo le scarpe, gli ho raccontato due fesserie in attesa, com'è accaduto, che arrivasse l'altra mamma. Il fatto è, però, che il compagno di scuola era comunque arrabbiatissimo ed inconsolabile e sono rimasta impetrita ad osservarlo che prendeva a pugni la mamma lamentandosi che lei era arrivata dopo di me. Non sapevo che dire, lei ha sbuffato e gli ha detto che quella sera non avrebbe giocato. Mio figlio mi ha tirato per una manica e mi ha detto: "
mamma, diglielo che non è una gara" e io, gonfia di orgoglio, gli ho detto che poteva farlo lui ma non c'era modo di calmarlo, in quel momento. Non contento che io ho trattenuto mio figlio per farlo uscire per primo da scuola, il bambino ha continuato a piangere, urlare e cercare di picchiare la mamma e - quando mio figlio l'ha sorpassato (in realtà scappando da me che ero il "drago") - anche mio figlio. A quel punto, sua mamma l'ha afferrato per il bavero e l'ha trascinato velocemente nella direzione di casa. Noi siamo andati in ludoteca prendendo un'altra direzione e io ho chiesto a mio figlio: "
ma tu, se io arrivo dopo la sua mamma, che fai?". Mio figlio, sorpreso della domanda mi ha risposto: "
niente mamma. Aspetto...". Già, pulito e lineare.
Come mai non è lo stesso per il suo compagno di scuola? Oggi ho mandato un messaggio alla sua mamma per chiedere se era tutto ok e mi ha risposto sibillina che sono momenti e che a casa era tranquillissimo. Certo, non fa piacere a nessuno che un'altra persona assista ad una cosa così, fatta da nostro figlio, ma io sarei terribilmente preoccupata e un po' impensierita se fossi al posto suo.
Magari lo è ma non vuole condividerlo, forse. Però questa scena a cui ho assistito mi ha toccato perchè ho visto proprio due persone che soffrono e che non sanno dirsi come uscirne. Forse non sanno nemmeno cosa le fa star male. E' troppo importante capire i nostri figli, perchè "comportarsi male" non è un capriccio, è un messaggio. Dietro il quale possono esserci milioni di pensieri che vale sempre e comunque la pena conoscere.