Che cosa struggente, quando i piccoli si fanno d'improvviso "grandi". Grandi nel pensiero laterale, che spazia anche in cose "altre da loro", grandi nel "pensarsi" in modi diversi, grandi nel cuore che mettono nelle parole.Quando è arrivata in nostro soccorso la nonna, che ha affrontato un viaggio su nostra richiesta, per aiutarci in questo momento che il cucciolo deve stare in quarantena (mono-nucleo-si), mi sono preparata mentalmente all'idea che avrei potuto sentirmi, dopo qualche giorno, stanca di avere un'altra persona in casa, innervosita per le richieste dell'uno o dell'altra e via dicendo, ma ho deciso che avrei cercato di essere semplicemente GRATA del fatto che potevo contare sul fatto che qualcuno sarebbe stata con mio figlio mentre io facevo la mia vita altrove nel il mio lavoro, nelle attività sportive e tutto il resto.
Insomma, il cucciolo, che è veramente una forza, la prima sera che è arrivata la nonna, prende e si infila nel letto (che poi è il suo, da una piazza e mezza... un bellissimo letto in legno dell'IKEA che lui non ha mai usato ma che si è rivelato utile come letto di salvataggio quando russava troppo forte) preparato per la nonna e dice "io dormo con la nonna". AH. Prendo atto. Io mi infilo nel mio letto senza proferire verbo, do le spalle al padre che sento che gongola (in fondo è sua mamma, in fondo gli fa piacere... in fondo è contento) e quando mi dice "Che strana sensazione..." io rispondo asciutta: "ma no". Poi ci ho messo un pochino a dormire, ma non ero gelosa, assolutamente. Permettete però che, dopo 3 anni e 11 mesi in cui ho SEMPRE dormito con mio figlio, era un momento un po' disorientante, strano. Strano ma, allo stesso tempo, naturale. Difficile spiegarlo, sono confini che si allentano ma si rinsaldano allo stesso tempo.
La sera dopo, stessa storia. Il cucciolo è venuto in camera da me, mi ha detto "night night. Ti lascio Teddy mamma perchè tu non hai nessun bimbo, hai solo il papà. Io dormo con la nonna perchè lei è da sola" ed io, in quel momento, mi sono sentita così ORGOGLIOSA di mio figlio!! Ho poi sentito che lei gli leggeva di nuovo "L'omino di pan di zenzero" dal libro illustrato da Richard Scarry e poi lui che russava. Mi è piaciuto che lui sia stato così grande nel suo corpo piccolo. Credo [di nuovo] di aver imparato qualcosa.