Se pensassi davvero che basta entrare in una Chiesa, in un Santuario buddhista, in un centro di Testimoni di Geova per "ottenere" qualcosa, non so se comunque lo farei. Se pensassi che quand'anche possa essere vero che dio (o Dio o chi per esso) davvero CI ASCOLTA, se davvero credessi che è MORALMENTE accettabile chiederGLI delle cose, non credo che lo farei.
Intendo dire: se "si crede", si crede come atto di fede, di fiducia, di afflato morale, interiore, non si crede "per avere qualcosa" in cambio. Ciò che eventualmente la fede ti da in cambio è: forza interiore, equilibrio, capacità di accettazione, attenzione al prossimo. Io credo. In questo credo.
Se dovessi inginocchiarmi e pregare per qualcosa pregherei proprio per questo: per poter credere, per riuscire a credere, per poter avere dentro di me questo bisogno, questo impulso ad unirmi all'idea di una forza "alta" e "altra" e non restare qui, tra gli umani desideri a desiderare cose e situazioni.
Troppo facile chiedere ed ottenere. La vita non ha mai funzionato così, mai funzionerà così. Dobbiamo lottare per ottenere ciò che abbiamo, nel bene e nel male.
Questa è la mia logica e lo è sempre stata. E' sempre stato difficile (impossibile?) per me chiedere dei "provilegi" per cose che non ritenevo giuste e che sia tacciata di essere orgogliosa o che sia ritenuta coerente, questo è ciò che sono.
Per cui, caro Dio o chi tu sia, non ti chiedo di darmi soldi, non ti chiedo di far andare bene il mio lavoro, ti chiedo di aiutarmi a credere nella logica dell'amore del prossimo, nella fede della speranza e della pace, del rispetto dell'ambiente in cui viviamo e nell'amore. In tutte le forme che comporta.
Amen.