Quello che ho imparato da quando ho iniziato ad andare a correre: odio i cani che spuntano improvvisamente mentre tu stai nel tuo mondo fatto di musica e calorie bruciate a pensare ai fatti tuoi; odio ancora di più quelli che ti inseguono, per un tratto, sfoderando i denti, magari ancora legati al guinzaglio del loro padrone, che sorride benevolo e un po' soddisfatto. Odio l'mp3 che si scarica dopo cinque minuti e le zaffate di aria gelita che mi tolgono il fiato. Da quando ho iniziato a correre ho imparato che il mio corpo funziona meglio quando è sottoposto ad uno sforzo fisico. Ho imparato che io mi apprezzo di più quando il mio corpo funziona meglio. Ho imparato a vedere il mondo circostante da una prospettiva diversa, fatta da un movimento un po' oscillatorio e continuo, dal basso ma con lo sguardo che spazia dal terreno al cielo. Quando corro osservo i visi delle persone che incrocio sul mio passo, saluto altri corridori come me (questo gesto è previsto dal codice etico del corridore professionista e non professionista), dandomi anche un po' un tono come se stessi facendo qualcosa di riposante. Quando corro vedo come camminano gli altri, se ciondolando trascinando il passo con stanchezza o con un ritmo vispo, determinato, passo vicino ai parchi, ai parcheggi, ai prati e imparo tante cose del mondo che mi circonda. L'altro giorno un signore anziano, davanti a me, ha tirato fuori l'ultima sigaretta dal pacchetto e se l'è infilata in bocca, l'ha accesa e ha lasciato cadere il pacchetto vuoto a terra. Me lo ricordo bene, un pacchetto da dieci di diana blu. Mentre lo sorpassavo, l'ho osservato, per capire che tipo di uomo fa una cosa così stupida come sporcare a terra volutamente e lui ha risposto al mio sguardo con uno sguardo altrettanto accusatorio. Ho proseguito, ho fatto il giro dell'isolato pensando che no, un gesto così che passa inosservato, può diventare una cosa che mi disturba per il resto del giorno. Sono tornata sul punto del marciapiede dove ho incrociato quel signore e ho raccolto il pacchetto vuoto, gettandolo in un cestino che si trovata a cinque passi da lì. Correndo impari che tante persone non hanno cura del proprio mondo, o meglio, non hanno cura del mondo che condivido con il resto dell'umanità ma non credo che a casa propria gettino pacchetti di sigarette a terra, bottiglie di birra vuote, sacchetti di patatine. Da quando ho iniziato a correre ho scoperto che esiste un modo per migliorare me stessa, ed è quello di esercitare una pressione sulla mia volontà, dominare la mia pigrizia, disciplinare il mio corpo che comunque non mi piace e non mi piacerà mai (e al tempo stesso amo) ed è: correre. Correre mi aiuta ad allenare il mio corpo, a svuotare la mia mente, a rilassare le mie tensioni, a distendere i miei sensi di colpa ed iniziare meglio la giornata.
martedì 18 febbraio 2014
lunedì 17 febbraio 2014
Sons and daughters
pari di nuovo ad amare il mondo, tutto quel mondo invisibile in cui un ragno che si arrampica su un palo del telefono è mistero incommensurabile. Gli insegni ad essere gentile con gli altri, a votare, gli insegni un po' di rispetto per le persone che non capisce, e poi, per grazia di Dio, finisci per imparare le stesse cose che hai imparato da piccolo o che non hai imparato o che hai dimenticato, e allora il mondo diventa un po' più bello per tutti. Il mondo diventa più bello, Layton, perché tu sei disposto a scostare via le brutture che hai dentro e a riempirti della luminosa bontà dorata di un nuovo paio di occhi, e così avrai la tua seconda possibilità di aprirti una strada in questa valle di lacrime che è la vita".
Monica Wood - Beauty Shop - Trad dall'inglese di Ada Arduini - Neri Pozza edizioni - edizione 2002
giovedì 13 febbraio 2014
venerdì 7 febbraio 2014
domenica 2 febbraio 2014
You are my home
"Voglio una casa tutta bianca
dove ti affacci alla finestra e vedi le cose come sono.
I baci sono baci
e gli abbracci sono abbracci
e le parole sono parole.
Voglio una casa piena di sole
capelli sciolti sulle spalle
nei giorni di festa
mentre i bambini corrono, giocano nella mia testa.
Tutte le voci che ho lasciato in quelle vecchie foto
mentre il mondo si allontana sulla mia moto.
Immaginando la terra vista da lassù
immaginando la terra vista da quaggiù.
Immaginando perchè il sangue non è acqua
e io ti amo da morire.
Non so se sei tu a proteggermi o sono io a farti capire.
Voglio una casa senza porte e senza pavimento
dove per tetto avremo il cielo
e per letto il sentimento.
Voglio una casa piccola o grande che sia
dove tutto il giorno e la notte non si dice una bugia.
Dove torni per cena e non riparti più.
Perchè la mia casa sei tu.
Perchè... la mia casa sei tu".
10.10.2006
Dopo tanti anni... sono bastati pochi giorni.
Ti amo, amore mio. A presto.
Immagine di jcomp su Freepik
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