martedì 18 febbraio 2014

What I have learned since I run (sometimes)

Quello che ho imparato da quando ho iniziato ad andare a correre: odio i cani che spuntano improvvisamente mentre tu stai nel tuo mondo fatto di musica e calorie bruciate a pensare ai fatti tuoi; odio ancora di più quelli che ti inseguono, per un tratto, sfoderando i denti, magari ancora legati al guinzaglio del loro padrone, che sorride benevolo e un po' soddisfatto. Odio l'mp3 che si scarica dopo cinque minuti e le zaffate di aria gelita che mi tolgono il fiato. Da quando ho iniziato a correre ho imparato che il mio corpo funziona meglio quando è sottoposto ad uno sforzo fisico. Ho imparato che io mi apprezzo di più quando il mio corpo funziona meglio. Ho imparato a vedere il mondo circostante da una prospettiva diversa, fatta da un movimento un po' oscillatorio e continuo, dal basso ma con lo sguardo che spazia dal terreno al cielo. Quando corro osservo i visi delle persone che incrocio sul mio passo, saluto altri corridori come me (questo gesto è previsto dal codice etico del corridore professionista e non professionista), dandomi anche un po' un tono come se stessi facendo qualcosa di riposante. Quando corro vedo come camminano gli altri, se ciondolando trascinando il passo con stanchezza o con un ritmo vispo, determinato, passo vicino ai parchi, ai parcheggi, ai prati e imparo tante cose del mondo che mi circonda. L'altro giorno un signore anziano, davanti a me, ha tirato fuori l'ultima sigaretta dal pacchetto e se l'è infilata in bocca, l'ha accesa e ha lasciato cadere il pacchetto vuoto a terra. Me lo ricordo bene, un pacchetto da dieci di diana blu. Mentre lo sorpassavo, l'ho osservato, per capire che tipo di uomo fa una cosa così stupida come sporcare a terra volutamente e lui ha risposto al mio sguardo con uno sguardo altrettanto accusatorio. Ho proseguito, ho fatto il giro dell'isolato pensando che no, un gesto così che passa inosservato, può diventare una cosa che mi disturba per il resto del giorno. Sono tornata sul punto del marciapiede dove ho incrociato quel signore e ho raccolto il pacchetto  vuoto, gettandolo in un cestino che si trovata a cinque passi da lì. Correndo impari che tante persone non hanno cura del proprio mondo, o meglio, non hanno cura del mondo che condivido con il resto dell'umanità ma non credo che a casa propria gettino pacchetti di sigarette a terra, bottiglie di birra vuote, sacchetti di patatine. Da quando ho iniziato a correre ho scoperto che esiste un modo per migliorare me stessa, ed è quello di esercitare una pressione sulla mia volontà, dominare la mia pigrizia, disciplinare il mio corpo che comunque non mi piace e non mi piacerà mai (e al tempo stesso amo) ed è: correre. Correre mi aiuta ad allenare il mio corpo, a svuotare la mia mente, a rilassare le mie tensioni, a distendere i miei sensi di colpa ed iniziare meglio la giornata.