"Mamma, ma Babbo Natale esiste?"
"Secondo te esiste?"
"Secondo me si"
"Allora esiste. Se ci credi, Babbo Natale esiste amore mio".
"Mamma, ma Babbo Natale come fa a sapere dove abito?"
"Babbo Natale sa dove abitano tutti i bambini"
"E se poi si perde che succede coi regali?"
"Facciamo così, gli lasciamo l'albero acceso così ci trova"
"Va bene... si meglio"
E queste sono quelle natalizie, ma ce sono per tutti i gusti, il mondo animale, vegetale, la storia, la nascita, la morte. Ogni volta bisogna industriarsi per capire come rispondergli (rifiuto categoricamente il "capirai quando sarai più grande") in modo che comprenda, non si preoccupi o si spaventi e che l'informazione si depositi dentro di lui.
E poi apri i quaderni di scuola, sbirci e scopri che vuole essere come il suo amico 13enne perchè "è un gran figo" perchè ha i capelli lunghi e va bene sulla bmx. Scopri anche che quando gli viene chiesto di scrivere qualche riga su un animale, non scrive del nostro gatto vivo e vegeto che vede tutti i giorni, ma di quello morto un anno fa che era pure un po' particolare, scostante e timoroso. Descrive la sua morte (con tanto di data, sbagliata) come una sorta di passaggio in un luogo misterioso ai piedi dell'arcobaleno. Trovo che il modo in cui descrive la vita e gli eventi sia spesso commovente e tenero, ti consente di avere accesso ad un luogo "altro" in cui le emozioni hanno una loro precisa funzione e nente di veramente brutto ti può distruggere.Come ho già detto più volte, continuo ad imparare più io da lui che viceversa.