Mi domando cosa significa questo? Che lui è molto più bravo di noi a compiere azioni meritevoli, che noi siamo troppo generosi nella valutazione, che noi non facciamo mai cose buone o giudicate tali?
Abbiamo anche scritto di nuovo un tabellone di "regole" e mi è piaciuto molto che lui abbia voluto scrivere "far felici gli altri" e "rispettare gli animali, la natura e gli oggetti" contro i nostri banali "tutti aiutano in casa" e "non si urla". Certo la domanda spinosa è: "come si fanno felici gli altri?". Indubbiamente questo, come in tutte le regole che si rispettano, andrebbe specificato meglio in modo che sia a tutti chiaro. Mentre ancora medito su quest'ultimo aspetto, penso a quanto sia cresciuto il "cucciolo" e non sto dicendo in altezza ma in profondità. Perchè la crescita dei bambini secondo me si misura così: non quando sono in grado di salire su una giostra o fare un percorso nel parco avventura, ma quanto sono in grado di comprendere le esperienze e le emozioni che vivono.
Mi ha colpito e fatto tenerezza, ad esempio, quando mi ha detto che la sua "amica" lo ha "scaricato" brutalmente (e per interposta persona), esperienza alla quale lui ha risposto con un serafico "che me ne frega" ma per farvi seguire poi una serie di affermazioni depressive sulla mancanza di amici e sulla decisione di liquidare i pochi che mi pare frequenti. Avrei potuto banalmente dirgli che secondo me lui è invece un bambino molto simpatico, interessante e meritevole ma credo avrebbe avuto sospetti sulla mia neutralità. Avrei potuto dirgli che è capitato anche a me, qualche volta di essere "scaricata" da un'amica o da un amico (più in gioventù che in età adulta a dirla tutta) ma alla sua età misura le esistenze solo dentro di sè, fa ancora fatica a confrontarsi con quella di un altro. La cosa che mi sono sentita di fare subito è di uscire a mangiare una cosa insieme ad una coppia e loro figlio (con cui il mio gioca peraltro bene) per confermargli che almeno un amico ce l'ha anche se mi rendo conto che si tratta del solito dilemma di avere amici che hanno per lo più figlie femmine ed avere un figlio "unico" ed avere sostanzialmente poco tempo.Comunque è cresciuto, sicuramente e profondamente. Riconosce il senso del termine "responsabilità" di cui fa ancora un uso non sempre coerente ma capisce cosa significa e comporta, così come del concetto di "prendersi cura" (come quando l'altra sera ero davvero stanca ed è stato lui a leggermi "la storia" per dormire), gli piace fare delle cose che prima erano di nostra esclusiva prerogativa (preparare un pasto, la tavola, fare delle piccole cose in casa), percepisce la delusione che produce negli altri (e cerca, in maniera a volte un po' goffa, di porvi rimedio).
Piccoli bambini crescono e scelgono e talvolta impongono ed il suo carattere volitivo a volte si esprime nel peggiore dei modi come quando deliberatamente sceglie di "stare arrabbiato" per non dare a me la soddisfazione di scendere al terribile compromesso del contatto fisico o di un sorriso. Capisce però anche che la rabbia non può essere esplosiva e spesso riesco a dirottarlo sul sacco da boxe o qualche altra attività (ma non sempre) ed è capace di tenerezze assolute così come di ostinazione irritante.
Attendo con ansia ciò che il futuro ci riserva...