mercoledì 15 agosto 2018

boy riding life

"Mamma... sai che ho realizzato il mio più grande desiderio?"
"Davvero amore... e qual'è?"
"Andare in bici senza ruotine"
Che roba tenerissima.
Ed è tutto cominciato così, nell'assoluta semplicità e perfezione di un momento in cui evidentemente la sua testa gli ha suggerito di provare di nuovo, che questa volta era pronto: mettiti in sella. Gli avrà detto. E lui è stalito in sella. Sulla bici piccolina prima. Un giro del cortile e già sapeva andare.
Tre/quattro uscite su quella poi si è bucata una gomma.
Allora abbiamo tirato fuori dalla cantina quella più grande.
"Mamma, papà guardate! Vado anche su questa! E vado pure più veloce"
Noi abbiamo sempre voluto questo per lui: capire da solo quando era il momento giusto.
Non gli abbiamo mai chiesto nè preteso che camminasse quando NOI avevamo deciso, nè che mangiasse ciò che non era pronto, che dormisse solo perchè così avevamo sentito ad "SOS tata".
Abbiamo lasciato che lui sentisse quando era in grado di farlo.
Se ha imparato comunque a camminare, andare sui pattini, mangiare, andare in bici, parlare e scrivere, imparerà tutto quello di cui avrà bisogno per vivere.
Sono affascinata dalle tappe che gli suggerisce il suo piccolo prezioso mondo interno, quando gli dice che è il momento delle conquiste, le sue convinzioni le sue domande, come quando mi chiede se si può nascere già con 5/6 anni o mi dice che se andassimo a vivere in un villaggio ecologico lui dovrebbe mangiare farfalle. Lui è il nostro piccolo pensiero a volte carico di ansia e preoccupaizioni, ma per lo più di grande curiosità e stupore.
Vederlo affrontare la vita giorno per giorno è un vero privilegio.