Quello che ci fa soffrire, quello di cui ci lamentiamo, sono le imposizioni assurde che arrivano "dall'alto" e che si depositano dentro di noi con un carico di ingiustizia e di prevaricazione che sono indescrivibili. Un'estate difficile, questa, non per il caldo, non perchè abbiamo dovuto acquistare una macchina nuova, non perchè non sapevamo dove passare le ferie. Un'estate difficile perchè quando non riesci a digerire una legge ingiusta e palesemente contraria al rispetto dei basilari diritti di genitorialità non c'è niente che ti consoli e che asciughi le tue lacrime.Ognuno poi reagisce come riesce: chi si arrabbia e vorrebbe spaccare tutto, chi ricorre alle vie legali, chi - come me - si butta sul cibo e dimentica ogni buon senso nel gestire ansia e dubbi.
Ora è arrivato il freddo, siamo a dicembre, qualche fallimentare tentativo di neve si è già presentato, sono ancora abbastanza resistente al clima natalizio che ancora non mi è rimasto sullo stomaco e non mi ha invaso la testa ma tra poco succederà... e allora sarà albero di Natale, tante altre cose.
Ma comunque, dopo lo sconcerto di una pessima estate, ho trovato un po' di quiete e un po' di silenzio dentro di me, sono riuscita ad iscrivermi in palestra, a disciplinare il mio secondo cervello, lo stomaco, lotto ogni giorno con l'idea di abbandonare questa lotta strenua per fare quello che più pensi sia giusto per tuo figlio perchè lui è invece una meraviglia.
Quando supera il cancello per entrare a scuola, tutto impettito, poi a volte si gira e gli viene in mente di dirti che ti vuole bene come tutto il cielo è un'epifania.
Quando è tutto impegnato a provare a leggere le poche parole che ci sono sul suo libro di prima è un'emozione infinita.
E poi mi dice che gli piace tanto il suo pisello e si, anche il cervello, ma dopo.
Un'inverno di freddo, di quiete interiore ma piena di movimento, di voglia di vivere, nonostante tutto. Ancora non sono pronta a farmi pilotare da qualcuno che di noi, francamente, sa poco o niente.