mercoledì 22 febbraio 2017

My son says

Mio figlio che mi dice: "sai che ho due padri? Uno è papà e l'altro è Dio". Ah si? Sento un prurito in un punto tra le costole, forse più giù. Ironizzo, come sempre quando non so che dire: "Beh dai chiedigli se può pagare la spremuta d'arancia" ma lui ha le idee così ordinariamente chiare che mi guarda stupito: "eh no, mamma, non può perchè è su una nuvola ed è invisibile". Ed è proprio in quel momento che mi rendo conto che la confusione che penso gli stia facendo fare la maestra rischio di fargliela peggiorare io con le mie idee che COMUNQUE sono frutto di più di quarant'anni di vita e che non è detto che non si modificheranno ancora. Allora lasciamogli lo spazio della scoperta, del cambiamento, dell'illusione forse e poi della consapevolezza. Può darsi che arriverà ad avere idee simili alle mie o molto diverse ma un figlio non è un contenitore che riempio di ciò che voglio per renderlo uguale a me. Non ho potuto farlo (per fortuna!) con le sue caratteristiche fisiche, non lo faccio con quelle "emotive". Quello che mi preme è che sappia che può piangere, anche se è un maschio. Che fallire è importante quanto vincere e riuscire, che a volte ci si annoia ed è normale. 
Vorrei che sapersse che la sua amica che gioca con lui non è cattiva perchè gli prende la maschera di batman per irritarlo (sono delle pesti!) ma che la cattiveria è comunque dentro tutti noi. Dobbiamo conoscerla e gestirla. 
Mi colpisce  il mio piccolo cinquenne che mi dice tutto impettito "guarda che non comandi tutto tu!" quando gli dico, per esempio, di lavarsi i denti prima di infilarsi a letto. E' un atteggiamento volitivo, che da una parte apprezzo perchè dimostra volontà, forza di caratttere, dall'altra può risultare irritante perchè il mio atteggiamento democratico e paritario a volte potrebbe essere solo un falso demagogismo che poi salta quando si tratta di altri temi, come quello della religione. Come dire: nessuno comanda nessuno, non siamo in un'azienda, ma devi lavarti i denti perchè l'ho deciso io. 
Perchè io sono sua madre e so cosa sia giusto per lui. Ma non è sempre vero.
Lui ha bisogno di genitori che sbagliano, che a volte hanno paura, altre stanno male, che sanno chiedergli scusa, che gli facciamo vedere le cose belle ma anche accettare quelle meno belle. 
Sono affascinata dal modo in cui lui si plasma al mondo che lo circonda modificandolo in base ai propri gusti, creando mondi dentro di sè e così facendo trovando la  propria strada, così come quando "prima" mangiava volentieri gli gnocchi alla romana e ora vuole solo pasta al sugo o il rosa era il suo colore preferito ora è il verde. 
Io non sono sempre uguale a me stessa, non lo sono mai stata, anzi da bambina cambiavo continuamente scrittura, in maniera tanto evidente da sembrare la scrittura di persone diverse. 
A volte mi sfugge la logica in cui lui assimila le informazioni ma mi piace l'uso che ne fa, come quando ha messo dello scotch alla serratura della porta di camera sua spiegandomi che serve per non far entrare i fantasmi anche se poi mi ha detto che possono passare dalla porta. Quello che conta è che se ha bisogno di "spalmarlo sul panino" noi ci siamo.
D'altra parte anche noi da bambini abbiamo pensato che le presentatrici alla tv potessero vederci ed erano davvero in gamba a fare finta di niente...