Cinque anni fa a quest'ora ero a quasi cinquanta chilometri da casa, piena di pensieri, idee, ansie, desideri. Cinque anni fa a quest'ora tu eri ancora nel tuo piccolo mare, pronto ma ancora un po' indeciso... qualche calcetto, qualche spinta, qualche voce, la fuori che ti chiede di farti vedere, finalmente. Ecco... ancora un po' di tempo... sono pronta, sento che potrebbe essere il momento.Chiamo il tuo papà: "vieni amore, ci siamo credo. Vado nella vasca, ti aspetto ma fai piano". In un tempo irragionevolmente breve lui arriva ed eccoci tutti lì, neo genitori, neo figlio. Io nella vasca tu nel piccolo oceano. Papà ci abbraccia. Ma non è ancora il momento. Vuoi stare ancora un po' al calduccio. C'è pace, c'è silenzio. Qualcuno dorme, qualcuno soffre ma siamo tutti felici.
Ci vuole ancora tempo, passa la notte e al mattino è tutto chiuso, là sotto. Tu spingi ma non riesci a rompere il guscio della mia pancia, che ti ha nutrito e protetto; ora non ti vuole lasciare andare più.
Qualche aiuto dai medici, qualche spinta, dolore, mani che si stringono, la gola che si secca, la luce che ti illumina e il papà che esclama "lo vedo!!". Eccoti lì, il giorno dopo nasci, all'ora di pranzo e subito cerchi il seno, la tua amica, come lo chiami tu.
Un'esplosione di gioia, un'enorme stanchezza, dolore al seno e un amore al primo sguardo: queste sono state le prime sensazioni.
Oggi, come allora, penso che la felicità che ci ha dato averti nella nostra famiglia superi di gran lunga la fatica che abbiamo fatto a far si che questo accadesse.
Ricordo quando mi hai detto, qualche giorno fa. "sei proprio come volevo mamma".
Te lo devo dire che tu sei di gran lunga meglio di come pensavo.
Tanti auguri tesoro mio.