lunedì 6 giugno 2016

what's yoga (for me)

Cos'è lo yoga, per me. Partiamo dall'inizio: la parola sanscrita “Yoga” significa: “Yuj Atman Brahman ca,” (“Soggiogare la sorgente della propria anima“). Le varie tipologie di Yoga – quelle originali ed autentiche – sono i mezzi con cui gli indù raggiungono questa meta: Karma Yoga (etica), Bhakti Yoga (devozione), Raja Yoga (meditazione) e Jnana Yoga (studio interno o esterno d’illuminazione). Vi sono anche altri tipi, come ad esempio lo Hatha Yoga (posture devozionali indù).

Per me, lo yoga, è un'esperienza.
Imparo movimenti, posture, esercizi che mi aiutano ad aumentare la mia flessibilità, la mia resistenza muscolare, la capacità di respirazione e di concentrazione, mi forniscono strumenti per stemperare elementi di collera o di ansia.
Quindi non sto parlando di disegno psichico, di new age, di pace per tutto il mondo, di diventare induisti, asceti o che. C'è chi afferma che questo è un modo di derubare lo Yoga della sua essenza più religiosa e profonda, lo posso anche comprendere, ma non è quello che io cerco.
Se questi esercizi siano più fisici o mentali non credo sia facile distinguerlo, perchè anche quando vado a correre nei boschi l'esercizio che compio è sia fisico che mentale. Tutto ciò che facciamo nella vita, col nostro corpo, è sia fisico che mentale.
Questo è quello che io chiedevo allo yoga quando ho iniziato a praticare qualche mese fa. Quello che non pensavo di scoprire ma che invece ho scoperto, invece, è stato il fatto che lo yoga è anche una profonda disciplina, uno sfozo per "essere presenti", per superare le resistenze, per sopportare il dolore, per capire che ogni cosa che facciamo può essere "spirituale" anche una bella mangiata o una sonora "cacata" (scusandomi per il francesismo).
Personalmente non faccio yoga per "ritrovare" me stessa, ma perchè mi piace vedere se riesco a superare quella linea che prima mi impediva di andare in maggiore estensione, mi piace incontrare le più svariate persone, mi piace l'odore di incenso e il pavimento in legno. Se tutto ciò profana il concetto più profondo di YOGA me ne dispiace, lo chiamerò allora GUGU se vi piace così non offendo nessuno. Da che mondo è mondo possiamo fare buon uso o cattivo uso delle cose che facciamo e cambia molto anche il motivo per cui le scegliamo. Possiamo anche meditare seduti, come dicevo, sul wc. Poco cambia. D'altra parte il mio insegnante di yoga è una persona estremante misteriosa, non perchè ha la barba lunga ed è tipo "standig baba", ma perchè di tutto "l'esoterico" attorno al pianeta yoga non ne vuole sapere niente, così come dell'associare "yoga" con "amore fraterno". E a me questa cosa piace. Pure che ogni tanto lo trovo anche un po' troppo arrogante, un tantino distante. Ma poi forse no. Forse fa solo il suo lavoro: lo fa come vuole lui senza tanto coinvolgimento e forse per questo lo fa bene.