mercoledì 15 giugno 2016

I (sometimes) hate my job

A volte odio il mio lavoro, come oggi.
Odio il mio lavoro quando si commistiona con la paura, la frustrazione, l'inellutabile verità di come le cose talvolta non vadano come ci aspettiamo noi. Odio il mio lavoro quando devo arrendermi purtroppo all'evidenza che non tutte le persone cambiano vita e non ho i superpoteri per poter aiutare tutti quanti come vorrei.
E dire che quando ero bambina e trascorrevo ore ad osservare formiche ed uccellini e gatti pensavo avrei fatto l'etologa (sapevo perfettamente cosa fanno), ero innamorata di Alberto Angela e dei documentari della BBC (ma quando c'erano scene violente cambiavo canale, già allora ero invischiata nel conflitto ipocrita del bene universale). A volte ho pensato pure di fare la cantante, ma non pop o cose così, la cantante lirica o tutt'alpiù la cantante blues (tipo Billie Holliday, mica niente) però purtropo sono proprio negata. Non mi sarebbe dispiaciuto nemmeno fare la musicista, ma tipo violoncellista o di viola, non pianoforte, che era in effetti lo strumento che studiavo. Mi piaceva anche pensarmi scrittrice ma non ho mai provato a pubblicare nemmeno un haiku. Adoro anche cucinare anche se poi a volte faccio dei casini e mi stresso a "doverlo fare" che lascio che il frigo diventi un deposito di robe con pellicia, scadute o fuori catalogo. Mi sa che ho sbagliato un sacco di cose nella vita, a pensarci bene.... ho sempre avuto però un'idea piuttosto infantile e probabilmente irrealistica che se avessi fatto uno di questi nobili lavori che erano davvero nelle mie corde, sarei stata una donna felicissima. Intendo felice sempre, ventiquattro ore su 24.
Perchè non riesco ad immaginare una persona che fa l'etologo e gira documentari per il mondo, che fa il cantante lirico o blues, il musicista o lo scrittore che sia infelice. E' impossibile. Sono lavori troppo fighi e troppo belli, non ti può capitare una giornata storta, un cliente che è scontento o un paziente che fa girare le palle, no. Fai un lavoro che è un lavoro che ha a che fare con il bello della vita, con le cose che fanno stare bene, che ti fanno provare un'emozione, che ti fanno sentire viva. Non puoi essere infelice. Ed io oggi invece lo sono. Sono infelice del mio lavoro, ho mal di testa e ho solo voglia di dire a chi c'è qui con me: "Vi odio tutti quanti, vi lamentate sempre di tutto, non muovete mai un dito per cambiare le cose e lasciate che la vita scorri via senza sentire che stanne commettendo un peccato!!!" Ma... non è che lo faccio anche io, qualche volta? Domandone: penso che sto vivendo la vita appieno secondo i miei desideri e le mie inclinazioni oppure sto vivacchiando uan vita dettata spesso dalle convenzioni e da necessità altre che mie? (to be continued)