Un bel giorno, come per magia, un tablet è comparso in casa nostra, regalo (usato) inaspettato dello zio, che - dopo averlo utilizzato per poco tempo - se ne è sbarazzato dandolo a noi. Ricevendolo, ho soppesato bene l'oggetto: troppo pesante per essere utile come ebook, troppo grande per essere portato in borsa, troppo complicato utilizzarlo per scrivere, con la tastiera touch screen. Che farne?
Mentre facevo conoscenza dell'oggetto in questione, il mio curioso bimbo ha provato a toccare lo schermo, scoprendo con stupore e meraviglia, che "succedevano delle cose". Ricordo, dai miei studi sebbene molto datati, che i bambini piccoli imparano per tentativi ed errori (come quando provano a stare eretti e poi a camminare) e che - fino ai cinque anni - non apprendono secondo determinate regole. Insomma, c'è un'età fino alla quale pongono domande e attendono risposte e un'età in cui cercano da soli le risposte. Non posso comparare l'effetto di un tablet su un bimbo di quattro anni con la mia esperienza personale, perchè a quell'epoca ("epoca"... oddio) non esistevano, però ritengo che mi avrebbe molto affascinato, così come mi affascinò la televisione e le vhs e via dicendo. L'opportunità di poter muovere un dito e vedere succedere delle "cose" dev'essere estremamente interessante. Ma mi domando, fino a che punto incoraggiare l'uso di un tablet o di un dispositivo similare e quando invece porre dei limiti. Ho sperato e immaginato che permettendo a mio figlio un uso indiscriminato ad un "certo punto" (che ho pensato in termini di giorni) si sarebbe stufato ma non si è stufato per niente, capita anzi che appena sveglio al mattino chieda dove sia il tablet. A nulla è valso avere un pin, ha imparato in breve tempo quale fosse e come digitarlo. La domanda che mi pongo a questo punto è: dobbiamo limitarlo? Dobbiamo richiedergli delle alternative?
Mi mancano i momenti in cui, nel lettone, sotto le coperte, gli leggevo "il cacciatore sfortunato" o "l'omino di pan pepato", ora devo convivere con banana-kong o il gioco dei minions e contrattare su quante partite fare prima di spegnere la luce.
Confesso: sono preoccupata e mi dispiace di non aver posto un limite prima. Che fare? Credo che proverò a spiegargli che dobbiamo decidere INSIEME delle regole e rispettarle e provare INSIEME a trovare dei giochi alternativi, anzi non alternativi, dei giochi divertenti.
Non voglio scoprire, tra una decina d'anni, che mio figlio è totalmente assorbito dal mondo virtuale da non avere altro interesse che quello.
Voglio Rodari, non banana kong!
(to be continued)