- Dovrebbe sapere di essere amato sempre incondizionatamente;
- Dovrebbe sapere che vi sono delle persone di cui può sempre fidarsi (i genitori?);
- Dovrebbe sapere che non c'è niente di male se non sa ancora soffiarsi il naso, pulirsi il sedere, scrivere il proprio nome, disegnare in prospettiva o giocare a tennis;
- Dovrebbe saper ridere, anche di cose stupide, essere curioso, fantasioso, essere ingenuo.
- Dovrebbe sapere che se colora il cielo di giallo non verrà sgridato o biasimato, ma il suo disegno verrà comunque appeso con orgoglio sul frigo della cucina;
- Dovrebbe sapere che può sempre dare una mano a cucinare, pulire, riordinare, anche se magari fa le cose meno "bene" di noi adulti;
- Dovrebbe sapere che i suoi interessi sono importanti e che verrà incoraggiato a seguirli;
- Dovrebbe sapere che non è detto che se desidera un gioco, gli verrà comprato subito, ma che non significa che non gli vogliamo bene.
- Dovrebbe sapere che vi sono delle cose (tante) che può fare come saltare nel fango, stare a piedi nudi, giocare nelle fontane, correre sui prati e disegnarsi le braccia coi pennarelli e delle cose (poche) che non può fare come picchiare altri bambini, far del male agli animali, sputare o essere offensivo e questa divisione non nasce da un nostro capriccio ma è per aiutarlo a stare meglio nel mondo e con gli altri;
- Dovrebbe sapere che se fa una cosa che non doveva perchè se ne è dimenticato o perchè non è riuscito a non farla, verrà sgridato ma che non per questo gli vorremo meno bene;
- Dovrebbe sapere che ogni tanto purtroppo ci si può anche annoiare e sentire un po' stanchi o soli, si può stare male, ma che sono emozioni che passano e che non dovrebbero farlo sentire infelice;
- Dovrebbe sapere che il mondo è tutto da scoprire e che se lui avrà voglia di farlo, anche un po' insieme a noi, i suoi genitori, vivrà esperienze meravigliose.
Provo a rispondere con un'altra lista:
- Uno spazio per giocare, che sia in casa o all'aperto, a cui possa accedere facilmente e in qualunque momento, da solo, con noi o con i suoi coetanei e uno spazio suo, in cui ritirarsi, stare da solo, essere triste o anche solo rilassato;
- Libri, da leggere e sfogliare da solo o con noi; dopo una certa età si perde un po' questa abitudine su cui invece è importante insistere per non rischiare di "digitalizzarli" troppo a sfavore di uno strumento fondamentale di apprendimento, di cultura, di condivisione e scoperta;
- Di NOI. In realtà, con la "scusa" del "anche noi genitori abbiamo bisogno di uno spazio per noi" a volte parcheggiamo i figli davanti alla tv per "mangiare tranquilli". Spesso (parlo per me innanzitutto) è una scelta dettata da comodità non da una giusta condivisione e un senso educativo. Dovremmo davvero sforzarci a giocare di più con loro, "stare" con loro anche quando fanno cose che ci annoiano o non ci piacciono, coinvolgerli quando facciamo qualcosa noi che per loro può essere divertente o nuovo, dedicare più tempo a loro e - in questo modo - anche a noi stessi;
- Hanno bisogno di alcune regole, che mi piace pensare non siano dettate da ciò che ci sentiamo dire dagli altri o dai mass media, ma che nascono dal nostro amore per loro, dal desiderio di farli crescere in un ambiente sano, sicuro, in cui poter distingere facilmente il bene e il male, le scelte giuste o sbagliate, poter vivere nel rispetto di loro stessi e degli altri;
- Hanno bisogno di sapere che noi, i genitori, non siamo perfetti, infallibili o giudicanti, non siamo autoritari o violenti. Noi siamo le persone che li amano di più al mondo e dobbiamo essere capaci ogni tanto, di ammettere con loro che abbiamo sbagliato e che proveremo a non ripetere gli stessi errori. Che è esattamente quello che chiediamo a loro.