domenica 6 settembre 2015

A turtle in a basin

Immagina una vasca da bagno, di quelle bacinelle che si usano per far fare il bagno ai bambini, con due pietre dentro e una grossa tartaruga di acqua/terra che ci vive da più di vent'anni. Mio figlio che era affascinato nel guardarla, io ne ero abbastanza inorridita. Dicevo a mio marito: "ma che vita è, stare dentro una bacinella tutta la vita?" e mio marito mia ha risposto: "ma la tartaruga è inconsapevole". Beh, secondo me, intanto non lo sappiamo davvero se lo sia e poi chi la tiene lì consapevole però lo è. Che vita è dunque tenere una tartaruga dentro una vasca per più di vent'anni?
Questa è la mia paura più grande: vivere, vivere, vivere e poi accorgersi che sei come una tartaruga nella bacinella. Ci fermiamo mai a domandarci se la nostra vita ci piace? Se ci piace la nostra casa, la nostra pettinatura, la nostra famiglia, la nostra qualità del sonno?
Ci chiediamo mai cosa vorremmo di diverso e se stiamo facendo davvero TUTTO il possibile per ottenerlo? Penso che mi piacerebbe aprire una pasticceria vegana, ma ci ho mai provato? Mi piacerebbe vivere vicino al mare ma ci ho mai provato?
E' paura o forse in fondo la vita che faccio mi piace?
Adoro mio figlio e amo mio marito, questo lo so. Mi piace il nostro appartamento
anche se la mia casa "ideale" è tutta in legno, con tanti particolari "etinici" e colorati, cuscini, tessuti, piccoli oggetti, pietre, conchiglie e ha un bel portico con un'ampia amaca, comodissima, qualche gradino e un giardino in parte incolto in parte coltivato ad orto, in parte zen per mio marito e i suoi bonsai. E mio figlio entra ed esce a piedi nudi, gioca con la terra e osserva la natura.
Proprio come al mare, mentre in equilibrio precario sulle rocce osservava i "pagurini" e cercavamo i granchietti e poi i pesci e le conchiglie più belle (e mi chiedeva sempre "qui non ci abita nessuno vero mamma?").
La natura, che creatura meravigliosa e incredibile, mi fa sentire atterrita e affascinata se sono nel silenzio assordante del mare, con il nero del profondo e le caverne misteriose e penso che sto in qualche modo dissacrando qualcosa di intimo penentrando fino a lì e ne ho paura ma un attimo dopo lo stesso mare mi fa sentire in pace con l'universo, quando mi offre la sua linea elegante e sottile, le onde leggere, il colore che cambia dal chiaro allo zaffiro. 
Tutto può essere armonia e pace, se troviamo dentro noi stessi la gioia di ciò che abbiamo, della vita che scorre nelle nostre vene, della curiosità della scoperta, fuori e dentro di noi. E allora non saremo tartarughe nella bacinella, vivremo consapevoli, nell'immenso magma dell'universo che non ha fine o almeno questo è ciò che pensiamo e potremo costruire, giorno dopo giorno, la nostra vita quotidiana e il nostro piccolo universo personale.