mercoledì 19 agosto 2015

Mother or woman

In questi giorni si è tanto parlato di un fatto di cronaca riguardante una donna condannata a 14 anni di carcere (probabilmente anche di più dopo un nuovo processo in autunno) per aver ferito con acido in modo terribile il suo ex. La questione che ha smosso le pance dell'opinione pubblica riguarda il destino del bimbo che la donna ha concepito col suo complice e che ha partorito pochi giorni fa. Il bimbo le è stato sottratto subito dopo la nascita negandole di vederlo per poi decidere, in seconda istanza, che la donna poteva incontrare il figlio per un'ora al giorno allattandolo col biberon col suo latte. Il figlio probabilmente verrà dato in adozione e non ai nonni, ritenuti causa della personalità narcisistica del figlio (correo). Questa decisione è stata oggetto di feroci polemiche, sia da persone comuni che da "esperti" del settore e mi chiedo perchè. Intanto i magistrati decidono in modo ponderato, avvalendosi di periti e di valutazioni sofferte ma credo scrupolose. Purtroppo siamo nel paese dei mammoni, dove essere madre sembra ovviare ad ogni manchevolezza e a rimediare anche i delitti più efferati e cruenti. Inutile spiegare a questa massa di beoti che si può essere donne discutibili e brave mamme e donne inappugnabili ma mamme discutibili. È sempre difficile per una persona di legge decidere su questioni che coinvolgono cosi tanto la sfera emotiva e familiare ma nella donna in questione, peraltro rea di altri precedenti, con una diagnosi di disturbo borderline di personalitá e con un rapporto patologico e dipendente con un compagno che soffre di disturbo narcisistico di personalità, i magistrati hanno tenuto conto del benssere del bambino prima di avere pensieri empatici verso di lei.
Io non mi sento di contestare nulla. Essere madre è un impegno gravoso e a tutto campo dove tutte le nostre fragilità emergono senza filtri e censure e su questi limiti bisogna riflettere e lavorarci sempre.
Certo lei potrà redimersi sul piano etico e morale e forse, dopo un lungo lavoro personale e introspettivo, riprovare ad essere madre.