Sono una brava mamma? Mio marito me lo dice abbastanza spesso e so che lo pensa, salvo poi che mi ha rimproverato oggi di aver fatto fare il bagno al cucciolo "forse non era il caso, visto che non sta bene". Mah, se ha un po' di febbre si rinfresca, se non ce l'ha, non gli fa male. Poi un'amica che mi dice che avrei dovuto dargli la tachipirina (ma anche con 38 di temperatura??), un'altra che dice no, un'altra che dice di chiamare il chirurgo che l'ha operato che non lo faccio sono un po' superficiale. Se poi vado su internet, trovo tremila esperti che diagnosticano mille malattie solo scrivendo due sintomi su "google". Sono stanca, decisamente. Quando sono stanca, vedi anche alla voce "due volte ciclo mestruale in due settimane", allora mi sento più nervosa, vulnerabile, fragile. Mi accorgo che sono più nervosa anche col piccolo uomo. Vado a riprendere nella mia libreria "Errori da non ripetere" e mi rimetto in bolla.
Faccio dei pensieri, rifletto, mi calmo. Riesco a focalizzare meglio.
La felicità è un processo continuo, non è una conquista che una volta che ce l'hai è tua.
La felicità è la sofferenza che passa, è un sorriso che viene prima nella pancia e poi sul viso.
Ogni tanto ho bisogno di pace, di silenzio, di quiete. Ogni tanto ho bisogno di ritrovarmi, di potermi dire che sono una brava mamma, moglie, una brava persona. Ogni tanto me lo dimentico, nel continuo vociare degli altri che esprimono opinioni, snocciolano consigli, danno giudizi, fanno confronti. Quando sono stanca rimango intrappolata nella rete del "mondo fuori" e perdo un po' di vista chi sono, da dove vengo.
Gli ho chiesto, ieri sera, al cucciolo: "ma tu lo sai da dove sei venuto?" e lui mi ha detto "dalla tua pancia mamma". Eh già, ma dalla mia pancia molto prima che papà mettesse il suo "semino".
E poi mi ha chiesto da dove vengono le mie titte. Ho riso e gli ho detto che me le ha date "grandma", la mia mamma. In due frasi ho liquidato tutta la questione sulla riproduzione. Pancia, semino, titte. Fatto.
Felicità è anche questo.