lunedì 22 giugno 2015

A (good) tired mom

"La finisci di farti tremila problemi? Vuoi provare a dirti che sei una brava mamma? Che stai facendo le cose che devi fare?". Così mi ha detto la mia amica ostetrica oggi. Influenzabile. Mi sento influenzabile certe volte quando il livello di stanchezza si alza troppo e non riesco più a ripristinare i miei circuiti energetici. Stamattina mi sono stiracchiata, nel letto, ho allungato le gambe e le braccia, ho sentito il lenzuolo bagnato, ho visto il cucciolo ranicchiato in un angolo, sembrava così raccolto e concentrato a dormire. Ha fatto la pipì nel letto, evidentemente. Ecco perché si muoveva come un gatto su un tetto rovente stanotte. Sbatteva addosso a me, al gatto, si girava. E poi il naso tappato, che sentivo anche con i tappi nelle orecchie. E se invece non lo sento mi sale l'ansia perché devo sentirlo. Ma se lo sento fatico a dormire. Allora leggo, ma poi sono così stanca che mi lacrimano gli occhi, continuo ad asciugarli ma lacrimano fino a che non compio il gesto di resa: chiudo il libro, spengo la luce. Sento gli ultimi uccelli notturni che lanciano segnali nella notte. Non ho quasi chiuso occhio stanotte. Mi sono svegliata, comunque, da qualche ora di sonno leggero, ho svuotato la vescica, mi sono data un'occhiata veloce. Oggi no, non sono un gran spettacolo, ho gli occhi un po' gonfi, i capelli stropicciati. Sono tornata in camera, il suo respiro regolare. Ho preso il mio bel cuscino zafu e mi sono messa nella posizione sasankasana, vajrasana e samasana. Ho sentito tutte le ossa che scricchiolavano e i muscoli che si tendevano. D'accordo. Potevo finalmente iniziare la giornata.
Sono una brava mamma? Mio marito me lo dice abbastanza spesso e so che lo pensa, salvo poi che mi ha rimproverato oggi di aver fatto fare il bagno al cucciolo "forse non era il caso, visto che non sta bene". Mah, se ha un po' di febbre si rinfresca, se non ce l'ha, non gli fa male. Poi un'amica che mi dice che avrei dovuto dargli la tachipirina (ma anche con 38 di temperatura??), un'altra che dice no, un'altra che dice di chiamare il chirurgo che l'ha operato che non lo faccio sono un po' superficiale. Se poi vado su internet, trovo tremila esperti che diagnosticano mille malattie solo scrivendo due sintomi su "google". Sono stanca, decisamente. Quando sono stanca, vedi anche alla voce "due volte ciclo mestruale in due settimane", allora mi sento più nervosa, vulnerabile, fragile. Mi accorgo che sono più  nervosa anche col piccolo uomo. Vado a riprendere nella mia libreria "Errori da non ripetere" e mi rimetto in bolla.
Faccio dei pensieri, rifletto, mi calmo. Riesco a focalizzare meglio.
La felicità è un processo continuo, non è una conquista che una volta che ce l'hai è tua.
La felicità è la sofferenza che passa, è un sorriso che viene prima nella pancia e poi sul viso.
Ogni tanto ho bisogno di pace,  di silenzio, di quiete. Ogni tanto ho bisogno di ritrovarmi, di potermi dire che sono una brava mamma, moglie, una brava persona. Ogni tanto me lo dimentico, nel continuo vociare degli altri che esprimono opinioni, snocciolano consigli, danno giudizi, fanno confronti. Quando sono stanca rimango intrappolata nella rete del "mondo fuori" e perdo un po' di vista chi sono, da dove vengo.
Gli ho chiesto, ieri sera, al cucciolo: "ma tu lo sai da dove sei venuto?" e lui mi ha detto "dalla tua pancia mamma". Eh già, ma dalla mia pancia molto prima che papà mettesse il suo "semino".
E poi mi ha chiesto da dove vengono le mie titte. Ho riso e gli ho detto che me le ha date "grandma", la mia mamma. In due frasi ho liquidato tutta la questione sulla riproduzione. Pancia, semino, titte. Fatto.
Felicità è anche questo.