Premessa: dopo mesi e mesi mio marito ed io decidiamo di andare al cinema. Su mia insistenza, debbo dire. Avendo ricevuto in regalo a Natale il libro "american sniper" (che devo ancora iniziare) ero incuriosita anche dalla visione del film. Tutto ciò in un giorno di fine "ferie" di Natale (durante le quali ho comunque lavorato... da qui le virgolette) e una giornata piuttosto fresca sebbene soleggiata di gennaio. Tralasciamo che a pranzo siamo stati da mia mamma e lì il mio piccolo fenomeno si è prima graffiato il collo su un pezzo di marmo scheggiato (che cavolo ci sta a fare lì Dio solo lo sa) e dopo un paio d'ore ha tirato il filo del ferro da stiro che se ne stava tranquillo appoggiato su un ripiano, procurandosi una ferita sulla tempia che - a parte un po' di sangue e strilla - si è risolta con una bel cerotto ma mi ha messo l'ansia più per il marito che per il figlio. Dopo questo tranquillo pomeriggio di paura, portiamo il cucciolo rattoppato dal fratello ultimo che ha già 3 figli, mollato lì (per la prima volta), incrociate le dita e ripartiti alla volta del cinema.
Do subito il primo giudizio: le m&m's crisp sono uno spettacolo!! Le poltrone del cinema Odeon scomodissime e la gente che mangia pop corn (ma dovete proprio farvene preparare 10 kg! Cazzo ma a casa non mangiate da settimane?) danno un fastidio bestiale.
Età media al cinema: 45 anni. Ma non mancavano ragazzini abbastanza giovani (tipo qualche peletto in faccia).
La faccio breve: 134 minuti di film, 800 bandiere americane, milleduecentocinquanta colpi di fucile, 3 minuti di risvolti psicologici (che mi interessavano più di tutto) e poi il fisico imbolsito di Bradley Cooper che impersona Kris Kyle che - da come appare dal film - non è proprio uno veloce di pensiero. Risulta un bamboccione panzutello arrivato dal Texas e nato come bovaro che beve mille birre col fratello e si fa mettere le corna dalla fidanzata in casa sua. Quando diventa un SEAL ha sempre il berretto e gli occhiali calati sopra, il telefonino perennemente attaccato alla cintola.
E per (quasi) tutti i 134 minuti passa il messaggio che "difendo l'America dai cattivi, così difendo la famiglia.. così aiuto il mio Paese". See vabbè. Diciamo che da Mr nessuno diventi qualcuno perchè - è maledettamente vero - sei davvero bravo a sparare. "Se respirano mi viene meglio" come dici tu.
La storia "eroica" di Kris Kyle è in verità una storia tristissima, di un bambino che viene svezzato dal padre all'uso del fucile e alla logica che usare violenza per difendere gli oppressi va bene. E' la storia di un uomo che non sapendo più che fare di sè si arruola nell'esercito e scopre che quella cosa che gli ha insegnato a fare il padre è bravo a farla. E' la storia di un uomo che si innamora, si sposa, fa figli e li vede pochissimo perchè qualcosa, misteriosamente, lo riporta sempre là, nel cuore della guerrra. E' la storia di un soldato che salva molti compagni con la sua mira incredibile ma li mette anche in pericolo quando deve uccidere a tutti i costi il suo nemico giurato e se ne sbatte di tutto il resto) e arriva pure la tempesta di sabbia. E' la storia di un uomo che torna a casa e superato (in quei 3 minuti che dicevo prima) un disturbo post traumatico da stress, aiuta altri ex soldati. Solo che uno di loro, incontrato per la prima volta, chissà perchè, gli spara al poligono di tiro. E' una storia triste no?
Ho il massimo rispetto per Eastwood, ho amato in particolare Mystic River, Gran Torino, Million Dollar Baby e anche Changelling, ma qui non lo riconosco proprio, non c'è poesia, non c'è dramma, non c'è umorismo. Questa storia del diavolo di Ramadi mi ha deluso profondamente, non riesco ad urlare al capolavoro come hanno fatto alcuni, ad apprezzare la recitazione di Cooper (che per me in American Husle o Una notte da leoni era di gran lunga migliore), nè a trovere accettabile più il tritoeritrito motto "Dio Patria Famiglia". Questo film è lontano anni luce da "The hurt locker" che per me è stato il migliore film sulla guerra del XXI secolo, un vero capolavoro. Piuttosto "Jarhed", piuttosto "Nella valle di Elah" se dobbiamo parlare dei traumi della guerra e via dicendo. Il cecchino è uno che uccide ma che si vede solo come uno che salva, sicuramente quella del soldato è una vita bestiale ma non riesco a togliermi la sensazione di antieroe che c'è in tutto questo.
Don't fight the fire with the fire.
Aspetto di leggere il libro, vedo se esce dalle pagine anche l'uomo oltre alla macchietta e i cliches.
PS il mio cucciolo ha passato 134 minuti divertendosi come un matto coi cugini, meglio sicuramente di noi due incastrati come due burattini snodati tra mangiatori di pop corn e un volume nel cinema decisamente troppo alto... sic.