Tanti artisti sono mancati quest'anno, cioè nel 2014. Attori morti suicidi, attori stroncati da malattia o da malori, poeti o scrittori che smetteranno di arricchire la nostra vita. Oggi muore Pino Daniele. Ho aperto il sito di "Repubblica" come faccio a volte nelle pause tra un colloquio e l'altro e sono rimasta di sasso.
Questa morte mi colpisce più di altre. Perchè? Perchè Pino Daniele ha cantato la colonna sonora della mia storia d'amore. Perché quando il mio innamorato era ancora a Napoli (appunto) io ascoltavo "Napul'é" e mi assaliva una "pucundria" immensa. Salivo in macchina e ascoltavo Pino mentre andavo su e giù per la nuova galleria appena inaugurata. Perché quando ascolto "Terra mia" penso a tutto ciò che vuol dire essere napoletano, il calore, il dolore, la sofferenza, la confusione, le incongruenze, i ritmi di vita, la voglia di riscatto, l'amore, il cibo, il mare. Quando sei triste Pino ti aiuta a sprofondare nella tristezza e ritornare alla vita con più forza. Quando sei allegro ascolti Pino e non puoi stare fermo senza battere il ritmo.
Grazie Pino, anche se non ti ho seguito più molto nei nuovi album (sono rimasta legata ai vecchi), quando ti ascolto riesco ad essere un po' napoletana anch'io.
Grazie Pino, anche se non ti ho seguito più molto nei nuovi album (sono rimasta legata ai vecchi), quando ti ascolto riesco ad essere un po' napoletana anch'io.