Ovviamente, con il senno "di poi".
Poi farei un'esperienza di studio all'estero.
Poi, dopo la laurea, continuerei a studiare per specializzarmi, per fare un master, qualcosa insomma.
Magari cercherei di lavorare a Torino, di rimanere più "centrale" rispetto all'Ateneo e alle opportunità di crescita professionale.
Non che il lavoro che faccio qui non mi piaccia ma credo avrei potuto fare di più prima e magari avere più soddisfazioni dopo.
Poi, se avessi vent'anni in meno tratterei meglio il mio corpo, non inizierei a fumare (anche se ho fumato poco e ho smesso da tanto tempo), seguirei una dieta più regolare, farei più regolarmente attività fisica. Cazzeggerei meno col mio corpo diciamo. Siamo sempre al cazzeggio, mi pare.
Non mi sarei imbarcata in storie così del cacchio, tanto per. Ad una certa, come dice un mio paziente, non mi imbarcherei in una storia lunga, logorante e non solo per me, sono convinta, facendomi assorbire da un senso di vicinanza ed emotività.
Avrei più coraggio di impormi, sopratutto con mio padre, perchè so che ne vale la pena e che la cosa migliore non è necessariamente evitare i conflitti. Cercherei di viaggiare di più, anche da sola, cercherei di fare un viaggio lungo con la mia amica di sempre, amministrerei un po' meglio il mio tempo, il mio spazio, il mio cuore, il mio corpo. Senza cazzeggiare troppo.
Se poi vado ancora più indietro nel tempo, mi sceglierei un'amica "del cuore" meno stronza, che mi ha mandato a stendere in prima media. E ancora non so perchè ma ne ho sofferto per tanti anni.
Sceglierei una scuola superiore più adatta a me invece di incaponirmi con una scuola che non ha niente a che fare con me, per poi, nei ricordi distorti, darne la colpa ai miei.
Se vado ancora più indietro, cercherei di non farmi coinvolgere dalle liti in casa, che sempre mi lasciavano un senso di incredulità e smarrimento, nè dai comportamenti egoisti e asociali di mio fratello maggiore.
Se vado più avanti nel tempo, cercherei di avere un figlio molto prima, tanto se ero sicura del mio cuore dopo lo ero anche qualche anno prima, con qualche chances in più di non avere un figlio unico. Poi magari proverei a cambiare lavoro e inseguire qualche altro piccolo sogno, prima di realizzare quello grande, grandissimo, di avere un bambino.
Mentre mi infilavo l'accappatoio, dopo la doccia, ho pensato che semmai ci fosse data la possibilità di tornare indietro con una sorta di "macchina del tempo", sarebbe bizzarro essere noi "di allora" e al contempo noi "di oggi", rendendo impossibile, io credo, vivere in modo sereno e coerente i nostri giorni. Comunque, commetteremmo altri errori di valutazione, di criterio, di comportamento o di leggerezza.
Forse impariamo di più dagli errori che dalle cose fatte bene o forse questa è la solita consolazione che ci diamo.
Quello che voglio veramente, oggi, è guardare indietro con indulgenza, con dolcezza e con accettazione.
OGGI è l'unico momento in cui si può davvero vivere, amare, pensare, essere sereni.
Non ieri perchè è passato e non domani perchè non sappiamo davvero che cosa ci porterà.