Pant panti. Scuola, eccomi!! Arrivo, altri genitori. "Non suonate?" "No, aprono loro quando sono le dodicimenounquarto"... non lo sapevo, è la prima volta. Precisi eh, però? Alle 11:40 aprono, ci riversiamo dentro (siamo 5-6 genitori di tutti i colori). Salgo il viale, poso la bici, sento che un genitore viene apostrofato aspramente da una bidella: "Non sono le undiciequarantacinque! Mancano cinque minuti!". A nulla valgono le proteste educate sul fatto che il cancello si è aperto, perchè in realtà è stato aperto per fare uscire un altro signore ma noi, stupidi genitori ansiosi di riabbracciare i nostri figli, manco l'abbiamo visto uscire ma ora, alzando lo sguardo, lo vedo che chiude il cancello alle sue spalle.
Entro, puntuale, corro in classe, sono tutti lì i bambini, in fila. Sento, da lontano "Bravo Dario". E' lui!!
Mi metto sulle punte, mi affaccio dal muretto divisorio. Eccolo lì, col suo grembiule giallo, un po' lungo, che tira l'acqua del gabinetto. Mi vede, sorride e mi corre incontro. "Tutto bene, è stato bravissimo, ha giocato e nessun problema". Fiuuu. Lo abbraccio lo bacio e lo stringo. Gli chiedo se vuol mangiare, se vuole la pappa con la salsa o se vuol mangiare lì. Si si no. Troppe domande, come sempre. E' più forte di me. Gli chiedo se sta bene, se si è divertito, se ha fatto merenda. Si si si. Usciamo, vede la bici, ride.
Balloon cavallo nero! Bici baloon. Già. Lo carico sulla bici. Pronto?? Si. Goooo. E si va a casa.
Il primo giorno è andato, si sarà divertito davvero o era solo contento di tornare a casa?
Chissà. Troppo piccoli per spiegare tutto, troppo grandi per non capirli veramente.