Ne ho parlato altre volte ma - di nuovo - ci devo tornare perchè mio figlio ha "GIA'" due anni passati e A N C O R A allatta. Si, vergogna!!!
E quindi ieri sera, mentre ero semi-addormentata che mi rilassavo dopo la giornata di lavoro sdraiata nel letto a cazzeggiare col telefono, coccolare mio figlio e lasciare che si addormentasse con la SUA tetta in bocca, una mia conoscente (a questo punto definiamo i confini) mi ha mandato un msg chiedendomi come stavamo e - descritta la situazione in cui ero - mi ha risposto "ma sei fuori? Allatti? Ma tra un po' ha la pantente?". Ho tentato un appoccio ironico dicendo che ce l'ha la patente, della bici ma poi il clichè più banale si è fatto strada materializzandosi nella classica frase da psicologia spicciola da rivista per ragazze nel "lo fai per lui o per te?". Allora, visto che oggi leggo che c'è una proposta di rendere il latte patrimonio dell'Unesco io vorrei dire: non "il latte" ma "IL LATTE MATERNO, perchè... non lo sto più a dire, mi sono scocciata. Anzi no, non mi sono scocciata perchè ancora allatto e ne vado fiera e sono felice di farlo con gioia e dedizione, con amore e con anche qualche sacrificio qualche volta, ma per il bene mio E di mio figlio, senza pormi stupide censure pubbliche o private, senza sentirmi a disagio, senza nascondermi e senza dovermi giustificare. Ognuno, poi, è libero di fare come crede. Ma io, in questo modo, sto bene. E sta bene con me anche il mio bambino che cresce forte, sano, equilibrato, autonomo, sicuro. Poi magari prima o poi pubblicherò i falsi miti più divertenti sull'allattamento.
Intanto, approfitto dell'occasione per esprimere la mia felicità per il ricongiugimento delle famiglia adottive con i bambini adottati in Congo.
Vive l'amour!