sabato 22 febbraio 2014

Memories

Talvolta chiudo gli occhi e rimango così, in una posizione rilassata, per andare a ripescare nella mia memoria qualche ricordo importante, per poter provare a riviverlo. So che il mio corpo l'ha memorizzato, nella sua "memoria muscolare", così come il mio cervello. Ma a volte mi pare di avere dentro la mia testa un'accozzaglia confusa nella quale non riesco a riconoscere i singoli momenti. Per esempio, gli istanti precedenti e immediatamente successivi alla nascita di mio figlio. Ricordo perfettamente quella sensazione di improvviso smarrimento, dolore, stanchezza, paura di non riuscire a "partorire bene" durata in realtà solo pochi minuti nella sua massima intensità. Ricordo l'istante preciso in cui il mio cucciolo è "venuto al mondo" (ore 13:58 minuti), quella sensazione di sollievo, emozione, euforia, felicità. Ricordo quando mi è stato adagiato sul ventre, ancora pieno di placenta, sangue. Un piccolo cuore pulsante e tremante, sul mio corpo stremato e adrenalinico: un misto di stupore, incredulità e un'emozione come se l'interno universo conosciuto e sconosciuto fosse racchiuso lì, in quel gesto, in quel punto esatto. Ricordo le lacrime, copiose, la mia frase "non ci credo... non ci credo..." e quando sono tornata in camera, spingendo il mio piccolo "fagotto" nel suo lettino provvisorio, le gambe che tremano, una stanchezza e un'emozione di ormoni e di sonno. Ricordo tutto bene, ma allo stesso tempo è come se fosse tutto spezzettato in piccoli frammenti scomposti. E' normale che sia così? La memoria funziona proprio in questo modo?
Anche ricordi brutti sono così, come la morte del mio papà. Quell'improvvisa e lucida consapevolezza che lui non c'era più, solo a sentire al telefono mia mamma che dice "non so, è un po' strano". Lo sapevo già. Avevo già capito, mentre mi infilavo i pantaloni nel cuore della notte (ore 01:35), una tshirt e correvo a mettermi le scarpe, mio marito che mi pare mi dica "fai attenzione, chiamami". Lo sapevo quando correvo in macchina la dove non c'era più fretta alcuna. Lo sapevo quando sono entrata nella sua stanza e l'ho visto, nella sua consueta posizione fetale, che lui non c'era più.
Chiudo gli occhi e cerco di riaverlo con me, per qualche istante: la sua voce, la sua mano, la sua risata breve, concessione di un attimo. Cerco di rivederlo, mentre cerca di dominare i capelli fini, mentre inforca gli occhiali per pulire il pesce o per leggere un brano di un libro.
La mia memoria, se vado ancora più indietro nel tempo, diventa ancora più frammentaria: piccoli pezzetti di visi, sensazioni, oggetti, emozioni, che si affastellano in un universo fatto di cose che sospetto essere in parte parto della mia mente e non ricordi reali. Non ricordo i visi dei miei compagni di scuola delle elementari, se non, forse, di un paio di loro, nè come mi vestivo quando ero bambina, cosa mangiavo, che musiche ascoltavo, niente. Non ricordo quasi nemmeno i compagni di scuola delle superiori. A volte mi concentro per ricordare le stanze della casa in cui ho vissuto con la mia famiglia per più di trent'anni e la ripercorro, stanza dopo stanza, per timore di cancellarne il ricordo. Oggi, poi, con gli strumenti digitali e non che abbiamo a disposizione, è più facile imprimere ricordi, o meglio, è più facile delegare altri strumenti a farlo per noi. Se penso a tutte le foto, i video e gli scritti che ho su mio figlio, è come se potessi rivivere ogni momento. Eppure, quando mia cognata mi ha chiesto quando ha messo i primi denti, ho dovuto concentrarmi per ricordarlo. Perchè la nostra memoria è così selettiva? Ho spesso la sensazione di essere derubata o menomata, in qualche modo, come se tutti i ricordi che non ho più, o meglio, che non so dove si sono nascosti, mi potessero mancare e generare qualche sorta di problema. Dovrei forse avere più fiducia nella mia mente, pensare che tutto ciò che mi serve lo ricordo, ciò che non ricordo così nettamente lo posso comunque ripescare facilmente e ciò che ho dimenticato o che non so dove si trovi non mi serve più. Spiegazione evoluzionistica ma molto rassicurante, lo so. Perciò, in ogni caso, scrivo tanto e faccio tante foto.... perchè, non si sa mai.