Ma il sonno, quella è un'altra storia.A volte lo sconforto nasce dal fatto di avere la sensazione di non essere una madre "abbastanza buona" o di non "fare abbastanza", poi le critiche, talvolta mal celate da consigli dispensati anche senza essere richiesti dalle persone più disparate (anche chi non ha mai avuto figli o ha avuto, fin dal primo giorno nonna-badante-baby sitter-donna delle pulizie) sul fatto che allatto ancora mio figlio ADUEANNI ma stai scherzando?! A volte sembra che quella sia l'origine di TUTTI I MALI del mondo, ma sull'inquinamento, l'evasione delle tasse, il fumo di sigaretta, lo sfruttamento degli animali non si fa altrettanto scandalo. Mi domando perchè un comportamento così naturale è tanto oggetto di critiche e di osservazioni, spesso più moralistiche che educative.
A volte sembra che tutto sia difficile, per poi essere ripagati da un sorriso, un abbraccio, un momento di tenerezza e scambio con questo piccolo essere che NOI abbiamo voluto che facesse parte della nostra vita.
E se ve lo state chiedendo, no, non mi sono mai pentita di avere avuto un figlio, e Dio solo sa quanto vorrei averne un altro, nonostante tutto. NONOSTANTE le notti insonni, il male al seno, le lacrime di notte per il senso di smarrimento e confusione, nonostante la fatica di avere ancora momenti di intimità e scambio con mio marito, nonostante non posso più fare nulla senza tener conto di LUI. Nonostante tutto, non ho mai voluto che non ci fosse. Ho desiderato che dormisse di più, che facesse meno "capricci", che non trattasse i miei seni con tanta brutale ingordigia, che non buttassse per aria il cibo, ma non ho mai voluto che non esistesse.
E - NONOSTANTE TUTTO - continuo a pensare che lui abbia i suoi tempi per tutto, che sono diversi dai miei e da quelli di suo padre e da tutti gli altri adulti e mi accorgo della fatica che fa quando vuole comunicare la sua confusione, i suoi bisogni, i suoi desideri, la frustrazione che prova quando noi siamo meno ricettivi e meno bravi a cogliere i suoi stati d'animo, la sua angoscia quando noi siamo più nervosi e stanchi. Siamo sempre noi a pensare che reagiamo a lui, ma anche lui reagisce a noi e il nostro è un piccolo mondo simbiotico, dove ognuno dipende dagli altri. Questo vuol dire essere una famiglia, secondo me.
Amo la curiosità con cui guarda attorno a se, che sia un piccolo specchio d'acqua o un aereo che vola, una luce che si accende o un piumino che rimane sospeso in aria, come cerca di produrre forme e colori su un foglio, come mangi golosamente e poi scelga di dividere qualcosa anche con te che sei lì. Amo vederlo dormire, e abbracciare il suo Teddy come se fosse un altro cuore caldo, e quando salta sul divano e si butta a faccia in giù. Vorrei potergli dire quando mi rende orgogliosa e felice e quanto mi fa disperare non riuscire a comunicare con lui come vorrei. Ma so che lo sa, che lo amo profondamente e questa è una delle poche certezze che ho, così come il sorgere del sole e il fatto che amo mio marito. Perchè noi siamo una famiglia, nonost
ante tutto.