lunedì 13 maggio 2013

Keep on

Il più delle volte mi dico: "Lui non ha chiesto di venire al mondo, quindi io devo fare il possibile per farlo stare bene". Ma poi ad un certo punto mi domando quando però devo arginare questo "eccesso" di disponibilità perchè il rischio è di farlo sentire onnipotente, di non dargli la sicurezza delle "REGOLE", di non offrirgli la possibiltà di crescere. Ci penso e mi dico che devo fare qualcosa di diverso, quindi, capire meglio le situazioni perchè se io mi "annullo" completamente PER LUI, alla fin fine lui non può davvero giovare di questo tipo di atteggiamento. Cosa fare dunque? Capire che tipo di pianto è, capire se sono capricci, i denti, il male da qualche parte, la noia, la stanchezza, la voglia di giocare, di mangiare... cercare di dargli ciò di cui ha bisogno senza dimenticare me, la mia sofferenza, la mia stanchezza, il mio dolore al seno (per esempio), il mio desiderio - a volte - di tranquillità. Nessuno ama di più mio figlio di quanto lo ami io ma devo riuscire a capire e a metabolizzare che l'amore per lui non deve e non può equivalere a dimenticarmi di me perchè mio figlio ha bisogno di sua madre e di una madre che si voglia bene si prenda cura di se. Almeno, così, sulla teoria.
La pratica è tutto un altro paio di maniche...