"Da noi a Napoli il tempo si chiama tiempo, come in spagnolo, perché Napoli ha avuto secoli spagnoli. La i
infilata nel tempo lo scombina, gli leva l'andatura inesorabile. [...]
O' tiempo è irregolare. Può mettersi a correre e far correre tutti con
lui, l'ho visto nelle lotte politiche del decennio settanta, ma per il
resto delle ore 'o tiempo è assai più lento del ticchettio degli orologi
che lo vogliono misurare". (Erri De Luca)
Come disse Gesù, nel suo discorso sulla montagna: "E chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere uno spazio di tempo alla sua vita?". Nessuno, ovviamente. Perchè il tempo non è altro che la dimensione nella quale si concepisce e misura il trascorrere degli eventi. Io so che le zucchine ci mettono TOT a cuocersi, e superare il TOT vuol dire bruciarle. So che ci metto un quarto d'ora ad arrivare alla stazione a piedi, ci metto cinque minuti a farmi la doccia (due d'estate, otto d'inverno) e che un disco dura mediamente un'ora. Eppure, il tempo non è solo questo. (Nel frattempo, ho bruciato le zucchine...).
Quando incomincia il tempo? Con la nascita dell'Universo? Quando inizia l'Universo? Beh lasciamo perdere.
Pensiamo a come lo "percepiamo" il tempo: prendiamo coscienza della realtà in cui ci troviamo e che è modificabile e si modifica secondo i nostri pensieri, sentimenti, fatti fisiologici, emotivi e fisici. Il tempo ha un inizio e una fine? ovviamente si, per ognuno di noi ma lasciamo perdere anche questo (non amo questo risvolto della questione).
Tutto questo per dire cosa? Il tempo è un concetto relativo, personale, intimo, strettamente correlato con la nostra idea della realtà, insieme a quello dei nostri sentimenti. Il tempo diventa lungo, troppo lungo, quando devo aprire una pagina internet troppo "pesante", quando devo tornare a prendere mio figlio al nido, quando aspetto il momento di potermi rilassare con un libro o di passare un po' di tempo con mio marito, quando non riesco a far smettere di piangere il mio nanetto. Ma quando è il tempo dell'allattamento, della coccola, di far l'amore, di mangiare un buon piatto di riso e verdure o una macedonia di frutta, di fare una passeggiata o un momento di relax nella vasca da bagno, il tempo non è mai sufficiente. Il tempo si congela in cristalli di felicità nei momenti speciali, quelli che poi diventano istantanee dentro di te e allora poco importa che per montare una libreria, con "piccololui" ci vuole un'ora (e un tempo ragionevole è un quarto d'ora), che per pulire la cucina ci vuole ancora più tempo (slalom tra le gambine), perchè il tempo ha senso solo in rapporto alle cose che ci rendono felici.
Qualcuno ha detto che ci vuole un sacco di tempo per imparare ad essere felici. Probabilmente è una cosa davvero importante ed una lezione che io troppo spesso mi dimentico di imparare, che per tutte le cose belle ed importanti ci vuole tempo, che sia nove mesi o nove anni. Un tempo che spesso sembra insopportabilmente lungo ma che altrettanto spesso ti ripaga di un'attesa che non deve essere mai vana.