martedì 21 agosto 2012

Memories

Talvolta penso che peggio di brutti ricordi, c'è solo i "non ricordi".
Quando, con la speranza di un sorriso, una lacrima o un sospiro, una risata, ho cercato la condivisione di un pezzo di "prima", la bobina ti delude fa un po' male. Pochi fotogrammi, "me in culla appena nata" e poi
tutto bianco. 
Finito il film della mia storia. 
Che peccato.
Vado in un posto e dico "che bello!" e poi mi sento dire "ma non ricordi? Ci sei stata quando avevi sei anni! Abbiamo visitato anche il museo delle palafitte". Machisiricorda!! 
Ho sensazioni sbiadite, colori che si mescolano creando altri colori, brevi immagini di me e me-con-altri in certi contesti e situazioni ma non molto altro. Ma perchè sono stata derubata di tutto? 
E' normale non ricordare quasi niente della propria infanzia? 
E' normale ricordare che ci sono delle cose proprio lì. incastrate nelle pieghe della memoria, che non si manifestano esplicitamente? Sarà che ora che sono mamma, che c'è un altro esserino "dopo me", avrei voglia di fare i conti, ogni tanto, con il "passato". 
Avrei voglia di sapere che c'ero, effettivamente, che ho vissuto, sorriso, pianto, amato, sentito delle sensazioni. Vorrei sapere dove mi sono sbucciata la prima volta il ginocchio, dove ho giocato per più tempo da bambina, facendo quali giochi, con chi. Ma è tutto un vortice "tutto e niente" mescolato e senza logica, un coacervo di flash che appaiono e scompaiono e a nulla serve cercare di richiamarli alla memoria.
Mi sento malinconica, mi ferisce perdermi così, come se una mano invisibile e ultraterrena stesse cancellando a suo piacimento delle cose che - forse - non mi servono più ma che vorrei comunque ricordare perchè, volente o nolente, mi hanno condotto qui, ora.
Sapere che l'amo della mia volontà non aggancia quasi nulla mi fa sentire una strana sensazione di vuoto e di desolazione, come se non esistessi del tutto. Siamo il nostro passato o il nostro presente?
 Di cosa siamo fatti? 
I ricordi, i piccoli frammenti di vita impressi come tracce di vinile nella nostra carne, è l'essenza della nostra "carnalità".
Ma la reale "essenza" di noi stessi, qual'è?