Come quando finisce l'estate, con ancora il caldo addosso del sole, ti stai godendo gli ultimi spicchi di calore, di luce, sai che di lì a poco arriveranno le temperature fredde e rigorose, il mondo rallenterà e questo momento rimarrà dentro di te. Così mi sento.Con quella nostalgia struggente e malinconia, permeata di dolcezza e di un velo di tristezza, ripenso a tutti quei momenti di "normalità" persino un po' noiosa talvolta, ripetitiva forse ma che ora mi appaiono in tutta la sua mancanza. Stamattina, mentre raggiungevo il posto di lavoro, ascoltavo con le cuffie musica meditativa indiana ed era come se potessi proprio vedere, davanti ai miei occhi, tanti brevi fotogrammi di vita vissuta e che ora mi appaiono così lontani, così desiderati. Momenti anche un po' banali, stupidi, ma pieni di quella spensieratezza e gioia di vivere: un giro coi pattini al parco con mio figlio, un film mano nella mano, una pizza fuori con gli amici, un tratto di bosco percorso di corsa, una tisana piena di grandi discorsi.
Fotogrammi di vita che ho condiviso con tante persone e che ora mi accompagnano, mentre vado al lavoro, mentre sto per addormentarmi.
Non perchè penso che dopo non ci saranno altri momenti, non perchè non ho più voglia di vivere, non perchè sono pessimista. Probabilmente perchè ora ho bisogno di questo: di sapere che c'è qualcosa che dentro di me coltiva la nostalgia e la dolcezza, la voglia di essere parte di qualcosa, di qualcuno, di un mondo che non vorrei più sentire così ostile e straniero.
La vita ora, si svolge tra le mura di casa, in questo tratto di strada che percorro per andare al lavoro, in una sede di lavoro che sembra più una sala chirurgica che un luogo in cui parlare del male dentro, e a casa, tra giochi inventati con mio figlio e giocati per ore, disegni che ci aiutano a sentirci umani e amati, abbracci, che con dove posso con chi posso, non mancano mai comunque.
E poi la vita, che va avanti, nonostante tutto. Nella sua struggente meraviglia.