mercoledì 25 marzo 2015

Another baby?

Una mia amica, con cui ero in macchina l'altro giorno, quasi per caso mi chiede se uso "precauzioni" con mio marito.  "No" dico e lei, un po' sorpresa mi chiede "ma perchè, vuoi avere altri figli?". "Beh, le rispondo, l'ho sempre voluto, lo sai". "Si ma non ci pensi che quest'anno avrai 44 anni?".
E c'è tutto un mondo in questo scambio di battute, iniziando dal fatto del motivo per cui si possa desiderare avere un figlio unico o più figli, poi le considerazioni varie ed eventuali su età, situazione economica, fisica, lavorativa, emotiva ed infine le pseudo-considerazioni didattiche o pedagogiche sull'opportunità o i limiti di una scelta o l'altra.
Ora, non entro in merito a nessuna di queste riflessioni e dico solo che - di pancia - (specifico di pancia, cioè là dove la vita cresce e là dove nasce la preoccupazione e là dove si depositano le emozioni), lo vorrei, un altro figlio. Darei non so cosa per poter rivivere il momento del parto, il "rapporto" con la pancia, la sensazione di un figlio lungo una spanna che dorme sul mio petto, vederlo sorridere la prima volta, assaggiare i primi cibi, stringere la mia mano. Tutte le altre considerazioni sono pensieri "pratici", razionali, relazionali ed educativi ma poco c'entrano con il desiderio di maternità, con l'istinto di procreare, con il senso di realizzazione che ti offre la nascita di un figlio.
Ora sono qui che scrivo e non vedo l'ora di rivederlo, sapendo che sarà un tormento mandarlo a dormire, che non vorrà andare a scuola domani, che probabilmente mi pianterà mille piste ma... un figlio è un dono troppo grande.
E' vero anche che ogni sua conquista di autonomia mi pone di fronte alla duplice sensazione di orgoglio e di perdita. So che nel corso dei prossimi anni potrò sempre meno coccolarlo, prenderlo in braccio, strapazzarlo e baciarlo. Il suo bisogno di autonomia sarà sempre più lontano dalla mia voglia di accudirlo... e forse il desiderio di una nuova maternità fa i conti anche con questo. Egoismo o istinto naturale? Lascio la domanda in sospeso, anche perchè la risposta al titolo di questo post non c'è... non ancora. Come allora, anche ora pare che non decidiamo tutto noi. C'è una forza più grande che ci guida, che regala e che può negare. Godiamo dunque di ciò che abbiamo. Ciò che è passato non è detto che torni ma tutto si trasforma. C'est la vie.