Io ho sempre scelto di non insegnare a mio figlio, come ho sentito ieri, a difedersi con altrettanta violenza ad una violenza subita (in inglese si dice "you can't fight the fire with the fire"), benchè, ad essere del tutto onesti, il mio bambino, fino ad oggi, è stato morsicato già tre volte ed è stato spintonato più volte ma l'unica volta che la maestra mi ha segnalato che è un po' indisciplinato l'ho sgridato.
Come si fa ad insegnare ad un bimbo a difendersi senza diventare violento? Io, al parco o in casa ho sempre scoraggiato comportamenti o giochi che prevedessero un contatto fisico che mi sembrava poco giocoso e molto violento, così come ingaggiare delle battaglie per il possesso di un gioco.
Io stessa, quando mi è capitato (pochissime volte, fortunatamente), di perdere la pazienza per dei momenti di capriccio di mio figlio, mi sono biasimata moltissimo per non essere stata capace di controllare l'impulso non tanto di dare uno schiaffo nel sedere quanto di urlare in modo eccessivo. Credo che si debba intervenire in situazioni come queste, in difesa di chi sta subendo una violenza, che giustamente non è stata replicata nè per indole nè per la giovane età dell'aggressore, ma anche in difesa di chi aggredisce, per aiutarlo a comprendere quanto sia sbagliato comportarsi in questo modo. Il bambino in questione, poi, debbo dirlo, cresce in una famiglia in cui è accettato (incoraggiato?) un certo ostracismo verso altre etnie o accolta ogni piccola pretesa.
Credo che sia comunque preoccupante che un bambino così piccolo (e insieme già grande) non controlli bene i propri impulsi. Penso sia importante, già in bambini dell'età di mio figlio, imparare a condannare il comportamento e non l'emozione, condannare il comportamento e non la persona (non è lui cattivo, è cattivo il suo comportamento) e capire a quale tipo di "provocazione" stanno reagendo. Questo perchè secondo me è importante educare alla pace, alla tolleranza, alla cooperazione. Queste sono le uniche speranze per rendere i nostri figli degli adulti migliori.
Spesso migliori di noi genitori.