sabato 29 novembre 2014

Memories

L'altro giorno, approfittato dell'assenza di mio marito, un pericoloso accumulatore compulsivo e seriale, ho messo le mani nella cantina.
Specifico che allo stato delle cose, era impossibile accedervi, ma poteva entrarci solo un piede, in quanto totalmente ingombro di ogni sorta di oggetto e - in ultimo - di uno dei due armadi che abbiamo dismesso, pensando di darli in beneficenza. Dal momento che anche regalandoli non siamo riusciti a disfarcene, ci sono rimasti sul groppone.
Io cerco di contenere la mia indole "buttereccia" ma ad un certo punto non ce l'ho fatta più a passare davanti alla camera del trapulin (attualmente stireria, raccolta giocattoli dismessi, scarpe fuori stagione) con questo triste e brutto armadio piazzato lì.
Ho approfittato quindi della giornata da sola, di riposo (si fa per dire) e di pioggia e mi sono messa a selezionare cose da tenere e buttare. Sembrerà incredibile ma, una volta finito, la cantina risultava ingombra per solo un terzo del suo spazio. Ho pure passato la ramazza dappertutto. Ho tentato anche di appendere le bici ma a momenti ci rimanevo! Inutile dire che ho trovato di tutto e di più, cose che nemmeno nella memoria (già spesso labile) di mio marito si ricorderebbe che avevamo parcheggiato lì e ho buttato via tante cose ma ho rispettato le sue cose personali e intime. Ho cercato di dare un ordine accettabile: reparto auto, campeggio, sport. Sono soddisfatta, con la schiena a pezzi e graffi sulle mani ma ora mi sento meglio. Curiosa questa nostra visione così diametralmente opposta e apparentemente incompatibile e - se devo dire - questo è uno dei pochi e forse solo motivo di discussione.
Comunque, oltre a tanti oggetti brutti e inutili, consumati e rovinati, in cantina ho trovato (ri-trovato) anche delle cose interessanti: foto, lettere, bigliettini di auguri, addirittura i biglietti di congratulazioni inviati a mia mamma e mio papà quando sono nata! Mi sono seduta a terra su una confezione di paglia (che usiamo per la cassetta dei gatti), irresistibilmente attratta dal richiamo del passato, ho iniziato a rileggere le lettere che ricevevo da James, condannato a morte e poi giustiziato a gennaio 2000, ritrovando in quegli scritti tutta la sua angoscia e la sua voglia di vivere, ricordando la mia angoscia e la contraddizione di una morale che è tutta umana. Ho riletto vecchi diari, con considerazioni stucchevoli e piuttosto banali su fatti della vita. Ho riletto biglietti di auguri, alcuni in cui mio papà, in uno dei suoi rari momenti giocosi, scriveva la canzoncina "tanti auguri a te...".
Ho riletto volentieri un diario che ho ricevuto a 13 anni e lì ho ritrovato dei ricordi che davvero non ricordavo più... mio papà che chiede al titolare del maneggio in cui facevo lezione di salire a cavallo, mio fratello maggiore quando era paracadutista, i regali che ricevevamo a Natale (all'età di 13 anni dei cuscini colorati, un portaoggetti con dei disegni, una maglia e caramelle, arachidi, cioccolatini... ). Alcuni scritti e diari li ho buttati volentieri, perchè davvero banali, noiosi e per nulla significativi, solo cronaca vuota di fasi della vita in cui ho davvero solo giocato con la mia libertà, ma altre cose, lettere e diari li voglio conservare, sarà poi il tempo a decidere che farne. Mio marito, mentre gli leggevo alcuni passaggi, ha sorriso e commentato: "allora anche mia moglie ha un cuore".
Già. La memoria è una soffitta piena di cose ma proprio come è accaduto con la cantina, tante non ce le ricordiamo più e quindi, in qualche modo, perdono significato ed è come perdere frammenti di sè... è un peccato davvero. Sono felice di avere la cantina in ordine e pulita e sono felice di aver potuto ritrovare un po' di mio papà e della mia vita.