Mi hai detto: "qualunque genitore vorrebbe che suo figlio sia speciale" ed io ti ho risposto, d'impulso: "io no. Non vorrei un figlio 'speciale', voglio un figlio felice. Essere 'speciali' non garantisce la felicità, anzi a volte è di ostacolo. Però ogni figlio è speciale per i propri genitori". Certo, il contesto del discorso era specificatamente quello degli studi, il suggerimento era quello di pensare (è molto prematuro) di collocare il nostro pesciolino in un contesto particolarmente accogliente, stimolante, organizzato che offrisse le massime chances di far emergere i suoi "speciali" talenti.
Ma io penso che lui non debba caricarsi così di nostre aspettative (molto premature), che non debba dimostrarci di essere speciale per meritare il nostro amore, le nostre attenzioni. Penso che se lui avrà dei talenti "speciali" avranno modo di emergere comunque, in qualunque contesto. Penso, infine, che debba imparare a raffrontarsi con la "normalità", che a volte vuol dire mediocrità, altre eccellenza, dipende. Mi piace pensare che in realtà, la scuola "speciale" possiamo e dobbiamo farla noi, con tutti gli sforzi possibili per aiutarlo ad essere i n d i p e n d e n t e e autonomo, sicuro di sè, assertivo, sereno ed in grado di uscire dal gregge, appartenere al mondo degli uomini che di per sè è contraddittorio.
Penso che quanto più lui saprà allontanarsi (fisicamente) da noi per fare esperienze nel mondo, tanto più noi avremo fatto un buon lavoro. Tanto più lui sarà curioso, attento alle diversità, all'ecologia, alla solidarietà, alla voglia di imparare e conoscere cose nuove, tanto più saremo stati genitori sufficientemente buoni.

Non posso dimenticare il senso di profondo coinvolgimento emotivo (negativo), il senso di "colpa", di dolore profondo per l'infelicità di mia madre, la difficoltà che mi ha generato rendermi autonoma abitativamente. Non vorrei mai una cosa del genere per mio figlio. Voglio che lui si muova nel mondo senza pensare che a noi debba qualcosa per il solo fatto di averlo dato alla luce. Non ho voluto un figlio per pulirmi la bava quando sarò vecchia o per vantarmi con le amiche di quanto è bello o per prendermi in casa con sè perchè non sa dove ficcarmi. L'ho voluto perchè è l'espressione dell'amore che provo per la vita, per mio marito, per me stessa e ora per lui. Lui è tutto e tutto quello che lui mi sta dando io non potrei elencarlo in un'intera notte. Tutto quello che mi sta insegnando, sta condividendo con me, sta scegliendo di fare, non potrei dirlo con tutto il dizionario.
Tutto questo, e altro ancora, rende mio figlio speciale per me.